Cari Amici dela Fraternita’ Nazareth vi invio una mia breve meditazione sulla Solennità di Maria Santissima Madre di Dio, sperando possa aiutarvi a vivere un Buon inizio di Anno.
All'inizio di un nuovo anno la parola di Dio ci presenta una Donna-Madre e un bambino.Perché intende subito esprimere la propria considerazione per il valore che nella vitarappresenta il lato femminile dell'esistenza. La sapiente passività, la capacità diaccoglienza, il dono di dare la vita… sono per la rivelazione valori altissimi. Anche in vistadi una piena umanizzazione del mondo il contributo della donna è nella Scritturaessenziale.2. L'altro messaggio di inizio anno è l'annuncio-auspicio di pace. L'antico filosofo Eraclito nel frammento 53 ha scritto che il Polemos, cioè la guerra è il padre di tutte le cose.Ebbene, questo sogno impossibile della pace Cristo lo ha reso e lo rende possibile.Uniti a lui mediante il battesimo e l'eucaristia dal nostro cuore può essere sradicata laradice violenta. Allora, e solo allora!, incominciando dalla propria vita è possibileinstaurare rapporti nuovi con gli altri,con le cose, rapporti riconciliati con tutti e con tutto. Ilcristiano porta dentro di sé una risorsa miracolosa: quella del perdono attivo. Come fa il suo Signore Gesù Cristo, anche il cristiano non perdona perché il reprobo si èpentito, ma perdona perché si penta, il suo perdono è, cioè, un investimento, per favorirela conversione del deviante. Solo così il cristiano può spezzare la spirale dell'odio, dellaritorsione, della vendetta. L'unico corto circuito che funziona quando la violenza si è scatenata è il perdono.Parola difficile il perdono, parola esigente, parola nuova, paradossale, ma non c'è altrastrada per riportare pace, concordia e serenità dovunque.All'inizio di un nuovo anno si è soliti scambiarsi gli auguri. Cosa augurarci quest'anno? Lasalute? Certo, ma senza nutrire sogni infantili di immortalità e senza mitizzare la salutefisica. Perché anche la sofferenza, il dolore e la malattia possono essere realtà piene,colme di una presenza, quella del Crocifisso, che trasforma anche il male in possibilità dicrescita e di vita nuova. Vogliamo augurarci la ricchezza? La ricchezza spesso può essere disonesta, ingiusta, può favorire in noi l'illusionedell'autosufficienza, dell'autonomia. Può renderci orgogliosi, ingiusti ed egoisti. Non laricchezza dunque ci auguriamo. Ma neppure la povertà: potrebbe farci dubitare dellavolontà di bene di Dio nei nostri confronti. A Dio chiediamo solo il necessario. Però lasciamo a lui definire cosa nella nostra vita èveramente necessario. Vogliamo augurarci il successo? La televisione, l’ultima deliziadella caverna dell’uomo, non fa altro che stimolarne in noi il desiderio. Ma il prezzo dapagare è troppo alto… Non il successo, ma neppure fallimenti dobbiamo augurarci:potrebbero farci sprofondare nell'abisso della depressione. E comunque ricordiamo cheanche chi dovesse incappare nel fallimento è amato da Dio. Auguriamoci la pace, questasì. Purché sia quella vera, quella che abita nel cuore di Dio e che noi accogliamo congioia e che ogni giorno contribuiranno a costruire e a diffondere dovunque nel mondo
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