B A T T E S I M O D I
G E S U’
1.Significativa
è la reazione di Giovanni Battista: vorrebbe impedire a Gesù di farsi
battezzare insieme con gli altri che erano peccatori.
Una
peculiarità del Vangelo di Matteo è la seguente: attraverso la ritrosia di
Giovanni Battista Matteo escogita un espediente catechistico per affermare con
forza la divinità del Cristo. Matteo vuole inoltre ribadire la necessità per il
mondo giudaico di riconoscere il Cristo: "Io ho bisogno di essere
battezzato da te". Perfino il Battista, il più grande in Israele a
giudizio dello stesso Gesù, riconosce la necessità di ricevere da lui il
perdono dei peccati e la salvezza.
2. Il
battesimo, dunque, in Matteo è come le epifania della divinità di Gesù.
La parte
più importante non consiste nel bagno di acqua, ma nella visione che segue. I
cieli si aprono: segno dell'avvento dei
tempi escatologici. Lo Spirito scende come colomba: è l'investitura divina del
Messia. Una voce si ode dal cielo: il Padre dà le credenziali al Figlio.
Spirito e parola sono, dunque, presenti: le due grandi mediazioni dell'azione
divina nel mondo, gli strumenti della presenza salvifica di Dio. Gesù è ripieno
di entrambi.
3. Il
battesimo di Gesù è come una grande
apertura di scena che manifesta e presenta il Figlio di Dio e la sua missione.
Sulla
scena sono presenti tutti i personaggi: il popolo della promessa che ferve
nell'attesa e si fa battezzare da Giovanni Battista; Giovanni, l'ultimo profeta
dell'Antico Testamento; Gesù, il Padre e lo Spirito santo.
4. Il
profilo di Gesù
Nel
battesimo emerge la figura del Servo sofferente o dell'agnello
che si sottopone volontariamente e liberamente alla sofferenza e alla morte.
Gesù emerge ancora come il Figlio nei quali il Padre si è compiaciuto: l’agapetos,
cioè l’amato: per coglierne il senso bisogna riferirlo alla figura di
Isacco che era l’agapetos, il figlio diletto, amato, di Abramo.
5.
Perché Gesù si è fatto battezzare
Giovanni
predicava un battesimo di penitenza e di remissione dei peccati. Come ha potuto
domandare di essere confuso con i peccatori, di essere purificato da colpe che
non aveva commesso, Colui che ha osato dire: " Io e il Padre
siamo una cosa sola"?
Certamente
non per umiltà: l'umile non si adorna di virtù fittizie, né si addebita difetti che non ha. L'umile si sente
peccatore perché la sua vicinanza con Dio illumina i suoi difetti con una luce
insostituibile.
Gesù
chiede di essere battezzato per esprimere la sua solidarietà con i peccatori,
per far causa comune con loro, partecipare alle loro riunioni, aggregarsi ai
loro gruppi sbandati ed emarginati.
Gesù non
si sostituisce i peccatori, non prende su di sé i loro crimini, non li espia al
posto loro.
Questa teoria della sostituzione non rende giustizia di
Dio: Dio aggirerebbe come se il Cristo fosse colpevole. Ne rende
giustizia agli uomini: sarebbe come se fossero giustificati.
Non
vi è stata sostituzione nella redenzione del Cristo. Gesù non è morto perché
noi non morissimo. Gesù non ha sofferto per evitarci di soffrire.
Egli è
morto ed ha sofferto perché la nostra morte e le nostre sofferenze divenissero
simili alle sue: realtà colme di amore e di fede.
Gesù non
ha fatto come se lui fosse peccatore e noi non lo fossimo più. È solo
venuto a vivere la vita umana amando in tutte le situazioni in cui noi non sappiamo
amare: nella sofferenza, nell'ingratitudine, nell'ingiustizia,
nell'umiliazione...
C'è
un solo peccato: non saper amare sempre. Il Cristo ha amato dovunque è sempre,
in tutte le circostanze, caricandosi delle nostre colpe, incaricandosi, meglio,
di insegnarci ad amare trasmettendoci il suo amore. Solo chi ama totalmente può
testimoniare e comunicare l'amore e la
sua energia.
In
questo senso Gesù è l'agnello di Dio che toglie, cioè porta, il
peccato del mondo. Nel senso, cioè, che ci dona di amare come lui,
di servire come serve lui, di perdonare come perdona lui.
Togliere
il peccato, perciò, non è un'operazione estrinseca, quasi un gioco di prestigio
divino.
Quel che
Gesù ha fatto di magnifico è stato di andare a cercare i peccatori laddove essi
erano, aggregandosi a loro, ma irradiando una misericordia, una gioia ed una
speranza tali da trasformare i suoi compagni di vergogna e di croce.
Davanti
a questa massa di peccatori il cielo si è aperto. Su questa umanità spregevole
lo Spirito si è manifestato. In mezzo a peccatori, soldati e cortigiane, Dio
rivela e accredita il suo Figlio prediletto in cui pone la sua
compiacenza.
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