amici della
fraternita’ Nazareth, vorrei condividere con quanti di voi sono desiderosi di
comprendere meglio la parola di Gesù per poi
viverla ogni giorno una breve meditazione sul vangelo della Terza
domenica del tempo ordinario
1. Gesù parte dalla
periferia, dagli ultimi
Gesù inizia la sua
predicazione dalla Galilea, ci dice Matteo. Questa indicazione di luogo non è
principalmente ed esclusivamente un'annotazione storico-geografica, ma contiene
un messaggio teologico sulle scelte e sullo stile con cui Dio vuole, attraverso
il Cristo, agire nel mondo per costruire il suo Regno.
La Galilea era
allora, dal punto di vista socio-religioso, una terra povera, desolata, avvolta
dalle tenebre perché contaminata da presenze pagane. Proprio per questo la
parola del Vangelo, la buona notizia, risuona innanzitutto là, nella periferia
religiosa del giudaismo, non al centro, a Gerusalemme, cuore del paese, dove
pure doveva manifestarsi la gloria di Dio.
Dio, in Cristo, va a
cercare la gente lontana da lui. Sono le povertà dell'uomo che attirano la
misericordia di Dio come un dono. È in quella terra, dove la religione di
Israele viveva in stretto contatto con il paganesimo, che risuona il messaggio
decisivo:
2.
"Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino"
È a questa gente che
viveva nella lontananza da Dio, che il Signore si fa vicino con la sua regalità
ricca di misericordia, esortandola a cambiare l'orientamento della propria vita
per accogliere le primizie della salvezza.
Una salvezza che
è luce perché l’evangelo illumina
e dona chiarezza di orientamento alla vita dell'uomo.
Una salvezza che è gioia
perché il bisogno dell'uomo viene colmato con la pienezza della vita divina.
Una salvezza che è liberazione
perché la sovranità di Dio libera da ogni altra sottomissione e schiavitù.
"Convertitevi perché il regno dei cieli è vicino" cioè, perché Dio sta per esercitare la sua regalità
salvifica. Cioè: sta per accadere nella
storia una novità: la presenza attiva di Dio.
L’uomo può rispondere
a questo avvento-evento solo con la conversione, con il mutamento profondo
dell'orientamento fondamentale della sua vita.
Nella storia
dell'uomo, nella sua vita ora è presente Dio e nulla può rimanere come prima:
tutto cambia, tutto si rinnova.
3. I primi discepoli
Le parole e le opere
di Gesù mostreranno che veramente il regno di Dio si è fatto vicino.
Ma è interessante che
Matteo lo mostri anzitutto con la narrazione della chiamata dei primi apostoli.
Alcuni pescatori
stanno facendo semplicemente il loro mestiere: all'improvviso lasciano tutto
-reti, barca, famiglia- e iniziano
un'esperienza singolare. Che cosa è successo? È successo che è arrivata fino a
loro una parola potente che li ha staccati da tutte le loro abitudini e
sicurezze di vita. Una parola che li ha gettati in un'avventura nuova. È
l'avventura del Regno. Il Regno non è solo una bella idea. È Dio con tutta la
sua forza e il suo amore. Quando questo Dio passa accanto all'uomo, si sviluppa
una forza irresistibile di attrazione
che scioglie i vecchi legami e ne
costruisce di nuovi. Dovunque il Regno di Dio è passato: vicino a Pietro, ad Andrea,
a Giacomo, a Giovanni, è passato così vicino
che la loro vita ne è stata sconvolta.
In realtà chi è
passato e Gesù di Nazaret: è lui che questi pescatori hanno visto, sono le sue
parole quelle che hanno ascoltato, è dietro a lui che si sono mossi.
Non si poteva far
capire meglio che è Gesù stesso il Regno
di Dio: che in lui Dio si fa vicino agli uomini, che seguendo lui gli uomini
mettono la propria vita in sintonia con la logica del Regno.
Ora, dunque, c'è un
luogo sulla terra dove Dio si fa conoscere, sentire, vedere: è l'umanità
umanissima di Gesù. Entrare in rapporto con l'uomo Gesù è il modo concreto per
entrare in rapporto con Dio.
Stare con Gesù
significa anche avere un interesse nuovo per gli uomini e per la loro salvezza
da perseguire come una specie di nuova professione:
"Vi farò
pescatori di uomini".
Ecco allora cosa
significa nella sua essenza più profonda diventare "cristiani":
significa stare con Cristo per il bene vero dell'uomo. Ecco, anche, cosa
significa la Chiesa: significa uomini e donne alla sequela di Gesù a favore
degli uomini curando, come Gesù, ogni sorta di malattia e infermità nel popolo.
Ecco un modo di essere
pescatori di uomini che si può attuare anche senza possedere poteri
taumaturgici, senza fare prodigi, ma operando il grande miracolo di restituire
un'esistenza alla sua dignità e pienezza di vita.
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