La libertà chiama in gioco la nostra responsabilità, verso le altre persone.(L. Ciotti)

martedì 16 gennaio 2018

Adolescenza...istruzioni per l'uso.

“Mamma cosa mi dicevi che era un film porno?". Domanda bruciapelo di nostra figlia, 12 anni. Seconda media, scuola pubblica romana. Insegnanti con armi spuntate contro l'inarrestabile avanzata delle corazzate di
Snapchat, WhatsApp, Facebook, Instagram: è girato un video porno durante la lezione, in classe.
Ecco: con gli smartphone abbiamo messo delle Ferrari in mano ai nostri figli preadolescenti. L'altro giorno un padre mi raccontava che al figlio di terza elementare è stato girato un video pomo da un compagno di classe di 8 anni.
L'altro anno nostra figlia (prima media) era l'unica in classe a non avere un cellulare. I compagni l'hanno spappolata psicologicamente fino a che non abbiamo convenuto che era meglio fornirle un telefono, condividendo le regole di utilizzo e spiegandole in maniera serena ma puntuale i rischi (non farsi riprendere in situazioni che non le piacerebbe gli altri vedessero, non scrivere offese, etc.). Non possiamo tenere nostra figlia in una campana di vetro, ma davvero i social amplificano potentemente le (instabili) emozioni e pulsioni dei preadolescenti. Sono armi troppo potenti.
Per carità molti di noi alla loro età parlavano di sesso, qualcuno lo praticava già, tanti si ingegnavano per sgattaiolare dal giornalaio compiacente, ma era tutto molto meno accessibile. Non veniva offerto sistematicamente sul telefono personale. Oggi se non posti video o immagini porno nelle chat dei 40enni sei un bigotto, un rompiscatole. Ho amici che sono usciti dalla chat della squadra di calcio per questo motivo, contro le prese in giro dei compagni. Ma i nostri figli è impossibile che abbiano a quella età la stessa forza morale, perderebbero quella cosa cui un preadolescente non può rinunciare: la reputazione (reale o digitale che sia, ormai sono fuse).
Davvero vogliamo crescere dei ragazzi che si aspettano che le future compagne facciano prestazioni da pornostar e delle ragazze che se non eseguono le medesime hanno una reputazione da suora? È questo il modello che violentemente stiamo offrendo loro: essendo tutto accessibile e socialmente obbligatorio glielo stiamo imponendo.
Gli altri genitori mi dicono "sono ragazzi. Non puoi fermare la tecnologia". Fermarla no, ma regolarla sì. Per una volta possiamo essere lungimiranti e immaginare leggi che aiutino i genitori e le istituzioni a crescere le generazioni future? La Francia sta iniziando.
Basterebbe imporre ai social di mettere dei veri parental control (oggi sono all'acqua di rose) che blocchino con un click almeno i video hard. Impedire giochi dove vengono adescati i nostri figli da adulti con finte utenze. Se ci fosse anche solo un politico che proponesse leggi dure al riguardo... in Italia siamo 25 milioni di famiglie. Se si avesse la statura dei nostri padri costituenti, oltre a un po' di fermezza con gli interessi delle multinazionali del digitale, sarebbe un vero plebiscito.
"Figlia mia il porno è un mercato dove ci sono degli attori che fanno l'amore davanti a delle videocamere per guadagnarsi da vivere. Torna a studiare".

sabato 13 gennaio 2018

RIFLESSIONE PER LA DOMENICA SECONDA DEL TEMPO ORDINARIO. Don PIETRO

Il brano descrive un incontro-esperienza speciale di Dio, in Cristo, compiuto da alcuni uomini, in vista del loro “sequestro per l’evangelo”
Per il raggiungimento di tale obiettivo di tale obiettivo occorre un “preparatore atletico” e un “avvisatore di chiamata”. Tale compito è assolto da Giovanni Battista. Egli, infatti, propone un cammino ascetico ed etico che,però, non basta.
Quando il ruvido profeta del deserto “scopre” Gesù vedendo lo Spirito scendere su di Lui, comprende che quell’uomo, Gesù, è l’agnello atteso. Allora distoglie da sé lo sguardo dei discepoli e lo orienta solo su Gesù.

Due dei discepoli di Giovanni seguono Gesù.
La fede inizia dai piedi, non dalla testa…
La fede è farsi definire il cammino della vita da Gesù.
La fede  è cercare Lui, non noi. E’ chiedergli: “Dove abiti?”

Gesù dice: “Venite e vedete”. Cioè:
Venite a fare esperienza di mio Padre insieme a me.
Non cercate certezze. Cercate Qualcuno…
I due si fermarono presso di Lui (dimorarono). Erano le quattro del pomeriggio.
Solo nell’intimità e nella quotidianità possiamo “capire” Gesù. Solo frequentandolo.
Il dito di Dio tocca i due alle quattro del pomeriggio. Ogni istante può essere buono per l’irruzione di Dio, dell’Eterno nel nostro tempo.
I due annunciano a tutti: “abbiamo trovato il Messia”. La scoperta di Gesù va gridata a tutti.
Gesù cambia il nome di Simone in Pietro. Simone significa “ascolto”, Pietro invece “saldezza”- Ecco il cambiamento: l’ascolto occorre inverarlo con un servizio per la solidità della Casa del Signore.
Qual è il nome nuovo e segreto che Dio ha in serbo per ciascuno di noi? Con l’aiuto dello Spirito, nell’ascolto della Parola, nella preghiera, con l’aiuto della Comunità, dobbiamo scoprirlo. E realizzarlo, riempiendolo di contenuti.

domenica 7 gennaio 2018

SOLENNITA’ DEL BATTESIMO DI GESU’. Riflessione di Don Pietro

1. Un ‘esperienza non solo un rito

Il battesimo di Gesù è la sua terza epifania.
Dopo averlo rivelato a Israele e al mondo come Salvatore e Re, ora al Giordano è presentato come figlio e Servo.
Il battesimo di Gesù è anche profezia della sua morte e risurrezione.
Lungo le rive del Giordano, confuso con i peccatori, Gesù manifesta chi sono i destinatari privilegiati della sua missione terrena: i lontani da Dio, per riportarceli.
Dalle acque del Giordano Gesù riemerge in tutto lo splendore nascosto della sua figliolanza divina.

2. Un’esperienza-rivelazione attraverso i segni

Lo Spirito scende su Gesù e una Parola dalle nubi lo presenta e lo accredita al mondo.
Lo Spirito e la Parola sono le due mediazione principali dell’azione divina nel mondo.
I Cieli si aprono.
Crolla, cioè, il muro di separazione tra l’uomo e Dio. Cessa l’insopportabile silenzio di Dio.
Appare una colomba.
Come quella dopo il diluvio. Come allora, anche ore c’è un nuovo inizio della creazione.
Si ode una Voce che proclama: “Questi è il mio Figlio e Servo” .
Questa e nessun altra è l’identità di Gesù di Nazareth.
E’ un Figlio “amato, prediletto”.Come Isacco.
Ma a differenza di Isacco, questo Figlio sarà sacrificato sul Monte…
“In Lui mi sono compiaciuto”, dice il Padre.
La sua obbedienza e la sua fedeltà sono la ragione del compiacimento paterno.

3. Come vivere il nostro Battesimo

Avere consapevolezza del nostro essere come Gesù “figli”.
Operare il passaggio, con la grazia e lo Spirito, da immagine di Dio a somiglianza di Dio.

giovedì 4 gennaio 2018

Lettura spirituale della Solennita’ Dell'Eepifania. Don Pietro

1. Introduzione.

O preziosità della Parola di Dio e di ogni mistero della nostra fede!
Quanto sono  inesauribili e sempre nuovi!

- Alcuni possibili spunti spirituali, tra i tanti della odierna festa:
l’Oriente incontra l’Occidente. I Magi infatti vengono dall’Oriente…
La salvezza, uomo dopo uomo, è per tutti. I Magi, infatti, sono stranieri…
La fede come itinerario di ricerca. I magi non desistono alla scomparsa della stella…
La riflessione di fede “tesa” al Cristo. E’ infatti Lui la meta di ogni viaggio…
La grazia (= stella) che precede la risposta dell’uomo. L’uomo si mette in cammino solo dopo che Dio lo ha chiamato…
L’adorazione davanti a Dio. E’ il solo atteggiamento giusto davanti al mistero…
Il volto arrabbiato e stupido del potere.  Ogni Erode non tollera la novità  e le sorprese di Dio.
Il dono:  è il segno certo che l’uomo è stato liberato dall’egoismo.

2. “… alcuni Magi giunsero da Oriente a Gerusalemme…”

Magi: hanno gli stessi cromosomi di Abramo, quelli dell’andare altrove…Hanno gli stessi geni, l’identico DNA del Patriarca, lo stesso patrimonio (non biologico ma spirituale).

Medesima è anche  follia. Follia e fede sono sorelle siamesi                                   
Sedotti, i Magi decidono di seguire una stella senza voltarsi. Chi lo fa non è degno di Chi lo ha chiamato…
 
Incuranti dello scetticismo, sbeffeggiati e derisi non tornano indietro
Puntano sguardo e cuore all’Orizzonte  dove abita il futuro…
Nel primo fiore credono ad una promessa di primavera imminente.               

La loro de-cisione è rottura col passato –e e anche con i legami e gli agi del presente.
La fede per loro è un  viaggio e accettano  l’essenzialità del viandante: una voce custodita nel cuore che li chiama, una  stella che li accompagna, un  sentiero che camminando apre sentiero….
Nel Palazzo del potere si fermano solo un istante. Poi ne prendono le distanz. Lo stesso riguardo alla Città

Cercano un luogo dove trovare benedizione

La loro è utopia paura: non luogo che non c’è,  sololuogo che non c’è ancora ( perché èsolo promesso).

Dunque:il lo Dio è un  Dio sempre da cercare.
La fede è ricerca.
Sono sempre pronti allo stupore: Dio è altrove, ora  in una stalla e in un Bimbo.

Dunque: fede non come esercizio spirituale macome docilità e obbedienza.
Fede come farsi: definire  il cammino vita da un Altro, accettarne  la compagnia e l’assenza, farsi condurre da Voce esile e assordante senza alcuna assicurazione previa!
Fede come fidarsi. Solo alla fine scoprirai che non è trattato di un’  illusione!

Dunque:
C’è una Verità prima del mio cammino.
Fare il cammino è far sì che essa diventi verità per me.
La Verità  è fare la verità.
Tra la verità e l’incontro c’è una  stella che precede.
Dobbiamo diventare liberi per poter camminare, spediti e  senza fretta.

3. “… informatevi accuratamente del Bambino…”
           
Erode, è un infanticida, ma non solo.Egli è anche inconsapevolmente un promotore della ricerca di Dio.

I Magi sono i primi    teologi del  N. T.  Li sorregge una  stella, il Sole.
A spingerli è proprio un nemico del Sole, Erode, terrorizzato per l’avvento di un nuovo Re.

La miscredenza diventa un forte impulso a ricerca Dio. Come accade  spesso quando imperversa l’agnosticismo, l’ostilità preconcetta. Così l’errore stimola ricerca, il male diviene premessa del bene le tenebre della luce il brutto fa nascere la nostalgia, della bellezza.

“informatevi”
                     
Unite le luci, chiedete: alla Verità si giunge non da soli ma insieme. Serve il dialogo e  l’ascolto sincero

                                     
“accuratamente”:

cioè a cuore, con cuore, con passione e investendo risorse.

La Verità cristiana è radicale nelle sue  esigenze e richieste.  Ma quello che si lascia  vale niente rispetto a  Quello che si trova

E’ così che il cristiano è pronto a dar ragione della sua fede-speranza.
La ricerca di Dio non è più, se mai lo è stata, riserva degli specialisti. Non c’è monopolio. La comunità credente è il suo naturale soggetto. Lo spazio è la strada, la vita. Un apporto prezioso può venire dai poveri e dalle donne.
E la ricerca di Dio occorre farla non a tavolino, ma in ginocchio, esposti al Sole e al suo mistero. Gli atteggiamenti: il pensiero del cuore e della mente, la contemplazione e la capacità di meravigliarsi.
Più che parlare di Dio, occorre parlare a Dio, con Dio. Meglio ancora solo ascoltare Dio

4.”la stella precedeva”
                         
Magi sono  sedotti da una stella e  ai loro piedi spuntano ali impazienti.
Prima di ogni storia c’è sempre un Evento che precede: il fiore la primavera, la sorgente il fiume.
La libera e gratuita iniziativa di Dio precede sempre cammino uomini.
 Il racconto della creazione inizia con la lettera Bet, perché Alef è riservata a Dio.
Noi amiamo solo  perché siamo (stati) amati.
Siamo vivi perché la vita ci precede.
Crediamo perché la Verità è prima, vediamo perché prima c’è la luce.
Il primato è di Dio, non dell’uomo.
 Se il primato è dell’ uomo, ne consegue fatalmente un mondo non contro Dio, ma contro l’uomo.
Se il Signore non edifica la casa invano si affaticano i costruttori.
 La Modernità è l’epoca del primato assoluto dell’uomo e abbiamo registrato Auschwitz, Hiroshima- Chernobil-Tangentopoli, Guerre Mondiali, inquinamento, violenza…
Occorre restituire il primato a Dio: ne va della vita del mondo.

5. “… Prostratisi lo adorarono…”

Il cammino dei  Magi è la  parabola del cammino  di fede e della sua sua meta.
La fede è autentica se porta ad un incontro adorante.
Mettersi in ginocchio è il destino grande dell’ uomo.
L’uomo? un essere chiamato alla preghiera degli  Angeli: Santo, Santo, Santo…
La sapienza Magi? Il loro prostrarsi ai piedi del Bimbo, epifania di un Mistero di Luce.
Se l’intelligenza: non cade in ginocchio dinanzi alla Verità: degenera in autoidolatria, in narcisismo e morte.
I Magi sono grandi non per la loro scienza, ma perché riconoscono la loro piccolezza davanti al Grande.

“Adorarono”:

Muti. Solo il Verbo è autorizzato a parlare.
La bocca è muta, per incapacità di dire l’indicibile.
Allora si attivano gli occhi.
Siamo tutti chiamati ad avere la nostalgia-febbre dei Magi.
La Mistica è il livello minimo della preghiera.
Prima la mistica, poi l’ascetica e l’etica.
La mistica: non è un atteggiamento elitario, non è un privilegio aristocratico.
Il suo cuore: è l’inabitazione trinitaria.
Nell’uomo il segreto movimento è l’azione dello Spirito.
La sua via è Cristo.
Più che agire noi, dobbiamo lasciarci plasmare da Dio.
L’adorazione è lo stupore per le meraviglie di Dio.
Il Maestro di adorazione è lo Spirito, non le tecniche, neppure quelle orientali
Noi siamo chiamati ad adorare nel deserto grande della città.
Bisogna ritagliarsi spazi di silenzio.
E’ l’unica via di uscita da una crisi che non è di natura etico-politica ma spirituale.