Per il raggiungimento di tale obiettivo di tale obiettivo occorre un “preparatore atletico” e un “avvisatore di chiamata”. Tale compito è assolto da Giovanni Battista. Egli, infatti, propone un cammino ascetico ed etico che,però, non basta.
Quando il ruvido profeta del deserto “scopre” Gesù vedendo lo Spirito scendere su di Lui, comprende che quell’uomo, Gesù, è l’agnello atteso. Allora distoglie da sé lo sguardo dei discepoli e lo orienta solo su Gesù.
Due dei discepoli di Giovanni seguono Gesù.
La fede inizia dai piedi, non dalla testa…
La fede è farsi definire il cammino della vita da Gesù.
La fede è cercare Lui, non noi. E’ chiedergli: “Dove abiti?”
Gesù dice: “Venite e vedete”. Cioè:
Venite a fare esperienza di mio Padre insieme a me.
Non cercate certezze. Cercate Qualcuno…
I due si fermarono presso di Lui (dimorarono). Erano le quattro del pomeriggio.
Solo nell’intimità e nella quotidianità possiamo “capire” Gesù. Solo frequentandolo.
Il dito di Dio tocca i due alle quattro del pomeriggio. Ogni istante può essere buono per l’irruzione di Dio, dell’Eterno nel nostro tempo.
I due annunciano a tutti: “abbiamo trovato il Messia”. La scoperta di Gesù va gridata a tutti.
Gesù cambia il nome di Simone in Pietro. Simone significa “ascolto”, Pietro invece “saldezza”- Ecco il cambiamento: l’ascolto occorre inverarlo con un servizio per la solidità della Casa del Signore.
Qual è il nome nuovo e segreto che Dio ha in serbo per ciascuno di noi? Con l’aiuto dello Spirito, nell’ascolto della Parola, nella preghiera, con l’aiuto della Comunità, dobbiamo scoprirlo. E realizzarlo, riempiendolo di contenuti.
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