La libertà chiama in gioco la nostra responsabilità, verso le altre persone.(L. Ciotti)

sabato 20 gennaio 2018

Terza domenica del T. O.: Commento al Vangelo di Don Pietro

1. "Dopo che Giovanni fu arrestato".

La persecuzione è la verifica e il sigillo di autenticazione di una fede vissuta come testimonianza.
È stato così per Santi, per Gesù e per Giovanni Battista.
Più che "arrestato" il verbo greco è "fu consegnato". Abbiamo un "passivo teologico": qui il complemento d'agente è Dio. Gesù è il "consegnato" per eccellenza. Ogni vero discepolo dovrebbe vivere questa consegna, secondo il progetto di Dio.

2. "Gesù si recò in Galilea"

Galilea "delle genti" (Isaia 8, 23-9,1): simbolo di ogni terra bisognosa di salvezza, di ogni popolo dove Dio fa risplendere la luce della sua presenza per la liberazione di ogni uomo. La nostra "Galilea" è il cuore di ogni uomo e ogni ambito della vita, privata e sociale.

3. "Predicando il Vangelo di Dio"

Il "Vangelo": non una serie di precetti o di leggi, ma la notizia meravigliosa di un avvenimento: Dio viene all'uomo per salvarlo. Dio si prende cura del povero, del prigioniero e dell'oppresso.
"Di Dio": non parola umana, ma annuncio  veniente dall'alto

4. "... e diceva:
a. "Il tempo è compiuto":
Il tempo dell'uomo, tempo "progettuale" che, essendo tempo di vanità ha come naturale estuario il nulla e la morte, si innesta su Dio, il Vivente e datore di vita eterna. Con Gesù il tempo è entrato nell’eone di Dio, nella dimensione divina. È il tempo ultimo, decisivo, quello che porta all'uomo l'ultima rivelazione divina.

b. "Il regno di Dio è vicino"
Affermazione questa equivalente a: "Dio è vicino". Sì, ma dove? Dove Dio è tanto vicino da poterlo sperimentare? Da poter dire: è qui, è là?. E’ questo  l’interrogativo
I contemporanei di Gesù non si ponevano la domanda: "dove è Dio?", ma piuttosto: "quando diventa percepibile la sua azione, quando si può sperimentarla, viverla? Quando viene il regno di Dio?". Gli studiosi hanno risposto in vario modo a queste domande e ognuno ha colto qualcosa di giusto.
b. 1. Ora Dio è nascosto, ma all'improvviso si manifesterà. Ora brancoliamo nel buio, ma un giorno lo conosceremo e lo sperimenteremo con chiarezza nella vita e nella morte e diremo: è qui, ora.
Questo è vero purché però la presenza salvifica di Dio non la si proietti e rimandi tutta in un futuro lontano. L'azione di Dio e già  presente,  qui ede ora, anche se solo ingerme, non ancora in tutta la sua pienezza. Gesù  infatti dice: "il regno di Dio è in mezzo a voi".
b.2. Altri studiosi alla domanda rispondono: il sRegno di Dio, la sua presenza  è  non vanno cercati fuori di noi, nel cosmo e nella storia. Dio è dentro di noi, nella nostra interiorità, in quell'angolo del cuore da cui provengono i sogni che nella Bibbia talvolta sono la voce di Dio.
Questa interpretazione ha del vero, purché non scada nell'intimismo e la scoperta di Dio in noi ci apra e ci porti  agli altri, alla comunità e non ci chiuda in uno splendido isolamento.
b.3. Altri rispondono convinti che Regno di Dio è all'opera nella comunità, fra coloro che hanno avuto il cuore e la vita trasformati da Gesù.
C'è del vero anche quì. Ma le infedeltà deii discepoli di Gesù,  ieri e oggi, fanno legittimamente nascere delle perplessità sul loro presunto essere luogo del Regno di Dio.
b. 4. Gesù è il regno
Dio lo si trova in Gesù: in lui opera la potenza del Padre. Gesù è il criterio di discernimento di ogni altra presenza di Dio nel cosmo, nella storia, nel cuore, nella comunità. Gesù è il luoghi in cui Dio si lascia incontrare. Dio, per noi, è inaccessibile in modo diretto: ma in Gesù di festa accessibile.

5. Due midrash

1. "Quando rabbi Yitzak Meir, era ragazzo, un giorno sua madre lo portò da un maestro famoso. Allora uno gli chiese: "Ytzak Meir, io ti dò un fiorino se mi dici dove abita Dio". Egli rispose: "Ed io te ne do due  se mi dici dove non abita".
Dio, cioè, è dappertutto.
2. “Un famoso rabbi, un giorno stup’ alcuni dotti che erano suoi ospiti chiedendo: "dove abita Dio? ". Essilo derisero: "che stai dicendo? Il mndo è pieno della sua gloria!".
Ma lui stesso rispose alla propria domanda: "Dio abita là dove lo si lascia entrare".
Dio è dappertutto, ma diventa percepibile per noi solo là  dove lo lasciamo entrare.
Allora la domanda vera non è "dove è  Dio?”,bensì: "Dove  sei uomo?, dove permetti a Dio di entrare nellatua vita? Dove fai spazio a  Dio?".

6. "Convertitevi e credete al vangelo"

Convertirsi è, per l’appunto, consentire a Dio di entrare nella nostra vita. Allora questa nostra vita così fragile, fuggevole e discutibile, acquista un valore immenso. E noi conosciamo la pace e la gioia di Dio nei giorni luminosi e in quelli bui, nel cosmo e nella storia, nella vita e nella morte.

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