La libertà chiama in gioco la nostra responsabilità, verso le altre persone.(L. Ciotti)

lunedì 30 dicembre 2019

Solennità di Maria Santissima Madre di Dio e LIII GIORNATA MONDIALE DELLA PACE. Don Pietro


1. All'inizio di un nuovo anno la parola di Dio ci presenta una Donna-Madre e un bambino. Perché intende subito esprimere la propria considerazione per il valore che nella vita rappresenta il lato femminile dell'esistenza. La sapiente  passività, la capacità di accoglienza, il dono di dare la vita… sono per la rivelazione valori altissimi. Anche in vista di una piena umanizzazione del mondo  il contributo della donna è nella Scrittura essenziale.
2. L'altro messaggio di inizio anno è l'annuncio-auspicio  di pace. L'antico filosofo Eraclito nel frammento 53 ha scritto che il Polemos, cioè la guerra  è il padre di tutte le cose.  Ebbene, questo sogno impossibile della pace Cristo lo ha reso e lo rende possibile.
Uniti a lui mediante il battesimo e l'eucaristia dal nostro cuore può essere sradicata la radice violenta. Allora, e solo allora!, incominciando dalla propria vita è possibile instaurare rapporti nuovi con gli altri,con le cose, rapporti riconciliati con tutti e con tutto. Il cristiano porta dentro di sé una risorsa miracolosa: quella del perdono attivo. Come fa il suo Signore Gesù Cristo, anche il cristiano non perdona perché il reprobo si è pentito, ma perdona perché si penta, il suo perdono è, cioè, un investimento, per favorire la conversione del deviante. Solo così il cristiano può spezzare la spirale dell'odio, della ritorsione, della vendetta. L'unico corto circuito che funziona quando la violenza si è scatenata è il perdono. Parola difficile il perdono, parola esigente, parola nuova, paradossale, ma non c'è altra strada per riportare pace, concordia e serenità dovunque.
All'inizio di un nuovo anno si è soliti scambiarsi gli auguri. Cosa augurarci quest'anno? La salute? Certo, ma senza nutrire sogni infantili di immortalità e senza mitizzare la salute fisica. Perché anche la sofferenza, il dolore e la malattia possono essere realtà piene, colme di una presenza, quella del Crocifisso, che trasforma anche il male in possibilità di crescita e di vita nuova. Vogliamo  augurarci la ricchezza? La ricchezza spesso può essere disonesta, ingiusta, può favorire in noi  l'illusione dell'autosufficienza, dell'autonomia. Può renderci orgogliosi, ingiusti  ed egoisti. Non la ricchezza dunque ci auguriamo. Ma neppure la povertà: potrebbe farci dubitare della volontà di bene di Dio nei nostri confronti. A Dio chiediamo solo il necessario. Però lasciamo a lui definire cosa nella nostra vita è veramente necessario. Vogliamo augurarci il successo? La televisione, l’ultima delizia della caverna dell’uomo, non fa altro che stimolarne in noi il desiderio. Ma il prezzo da pagare è troppo alto… Non il successo, ma neppure fallimenti dobbiamo augurarci:  potrebbero farci sprofondare nell'abisso della depressione. E comunque ricordiamo che anche chi dovesse incappare nel  fallimento è amato da Dio. Auguriamoci la pace, questa sì. Purché sia quella vera, quella  che abita nel cuore di Dio  e che noi accogliamo con gioia e che ogni giorno contribuiranno a costruire e a diffondere dovunque nel mondo.

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