La libertà chiama in gioco la nostra responsabilità, verso le altre persone.(L. Ciotti)

mercoledì 25 dicembre 2019

Natale, la riflessione di don Pietro


Sarà l'atmosfera particolare che si crea in questo periodo, ma nessuno o quasi resiste alla suggestione e alla magia del Natale, l'accadimento che dà inizio all'evento cristiano. Credenti, agnostici e anche  non credenti dichiarati,  benestanti e i disperati, ciascuno,certo, con modalità diverse, lo festeggia. È già questo un piccolo miracolo che ogni anno si ripete. Al di là del fascino da coreografia, probabilmente la forte presa di questa festa su piccoli e grandi va ricondotta ai significati che essa veicola e che trascendono la pura sfera del religioso. Intanto la sua dimensione simbolica tocca e permea con grande immediatezza i livelli più profondi e le regioni più recondite dell'animo umano, anche e forse soprattutto per il disincanto, le devastazioni e l'impoverimento che l'arida e imperante cultura tecnico-scientifica ha determinato nell'immaginario collettivo.

Non a caso al centro della festa c'è un bambino, un neonato, allusione potente cioè ad un atteso e auspicato nuovo inizio della creazione e della storia, nostalgia intensa di innocenze perdute e inseguite, riscoperta, trepida e preziosa insieme, della fragilità e finitudine di un'esistenza  gettata nello spazio-tempo e bisognosa, per preservarsi, dell' altrui cura e tenerezza. C'è sempre chi attenta e vuole sopprimere il bambino che è in noi. Il fantasma di Erode si aggira minaccioso ancora tra noi con milioni di epigoni sinistri e feroci.  Uccidere il bambino, la sua stupenda e intatta capacità di stupore e candore, è uccidere il sogno che rende sopportabili i giorni dell'uomo e che ripaga delle ferite della vita. Il sogno che vuole sopravvivere alla deriva nichilistica del tempo è simboleggiata dalla Stella di Natale sui nostri presepi e lungo le strade della città.

Da lontananze siderali trasmette a cuori prigionieri di molte tenebre un consolante messaggio di speranza. Seguirla è andare oltre il mortificante esistente, altrove, nelle misteriose regioni dove la vera libertà può riscattarsi dalle sue dure necessità e farsi appello ad osare un viaggio insidioso ma irresistibile verso lande seducenti e sempre solo intraviste.
Anche l'Angelo sfolgorante di luce è, a Natale, promessa e annuncio che all'insopportabile solitudine della creatura umana su una terra, non sappiamo più se ostile o benedetta, si accompagna la solitudine di un Altro, non più lontano e irraggiungibile, ma con le nostre stesse fattezze, viandante come noi sui sentieri delle opere e giorni, alla ricerca come noi di un senso non deludente per un vivere finalmente riscattato dall'assurdo, dalla disperazione e dalla vanità.

Questi significati del Natale, e altri ancora presenti nella sua inesauribile e misteriosa profondità, sono il dono prezioso che ogni anno e forse ogni giorno ci viene offerto. L'uomo che è in noi, che noi siamo, la città dell'uomo, con le sue molte ombre e poche luci, che noi abitiamo ne hanno estremo, urgente bisogno. Il panorama cittadino, nazionale e mondiale, senza indulgere a sterili lamentazioni di rito, senza cedere a perniciosi pessimismi di maniera, non autorizza affatto facili entusiasmi, né disegna scenari incoraggianti per il presente e per l'immediato futuro. Venti gelidi di guerra, amplificati dai soliti noti, rischiano di soffocare una pace di per sé già tanto timida, fragile e precaria.

La grande crisi economica, smentendo tutte le facili e fallaci promesse inscritte in una messianica globalizzazione dei mercati, portatrice di una età dell'oro per tutti, incombe minacciosa sul mondo  col suo carico di devastazioni, di ingiustizie planetarie e di drammi familiari e personali. Anche la terra, con l'aria, l'acqua, le piante, sottoposta ad uno sfruttamento selvaggio e agli attacchi forsennati dell'uomo, rischia di non essere più madre nutriente e amica dei suoi ospiti. La violenza più efferata, nelle sue forme antiche e inedite, l'individualismo cinico e spietato, l'indifferenza, l'invivibilità delle città, gli attentati al welfarstate... completano il quadro. Il Natale viene proprio per questo: per una iniezione di nuova energia e salutare speranza. La sua luce vuole ancora brillare tra le nostre tenebre. Compito dell'uomo, di ogni uomo di buona volontà, è organizzare questa speranza. Ogni giorno, non solo a Natale.

Auguri di Pace e di Amore

Che il miracolo di Natale
ti comunichi una gioia
che duri per sempre.
Che tu senta il calore dell'amicizia e dell’affetto
che ti vengono espressi.
Che la dolce pace di Natale
scenda gentilmente su di te dal Cielo.
E il Cristo di Natale
riempia la tua casa
di armonia e di amore.
Che questo Natale e quest'Anno riempiano la tua casa
della pace e dell'amore di Cristo.
Auguri
d. pietro


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