Sarà l'atmosfera particolare che si crea in questo periodo, ma nessuno o quasi resiste alla suggestione e alla magia del Natale, l'accadimento che dà inizio all'evento cristiano. Credenti, agnostici e anche non credenti dichiarati, benestanti e i disperati, ciascuno,certo, con modalità diverse, lo festeggia. È già questo un piccolo miracolo che ogni anno si ripete. Al di là del fascino da coreografia, probabilmente la forte presa di questa festa su piccoli e grandi va ricondotta ai significati che essa veicola e che trascendono la pura sfera del religioso. Intanto la sua dimensione simbolica tocca e permea con grande immediatezza i livelli più profondi e le regioni più recondite dell'animo umano, anche e forse soprattutto per il disincanto, le devastazioni e l'impoverimento che l'arida e imperante cultura tecnico-scientifica ha determinato nell'immaginario collettivo.
Non a caso al centro della festa c'è un bambino, un neonato, allusione potente cioè ad un atteso e auspicato nuovo inizio della creazione e della storia, nostalgia intensa di innocenze perdute e inseguite, riscoperta, trepida e preziosa insieme, della fragilità e finitudine di un'esistenza gettata nello spazio-tempo e bisognosa, per preservarsi, dell' altrui cura e tenerezza. C'è sempre chi attenta e vuole sopprimere il bambino che è in noi. Il fantasma di Erode si aggira minaccioso ancora tra noi con milioni di epigoni sinistri e feroci. Uccidere il bambino, la sua stupenda e intatta capacità di stupore e candore, è uccidere il sogno che rende sopportabili i giorni dell'uomo e che ripaga delle ferite della vita. Il sogno che vuole sopravvivere alla deriva nichilistica del tempo è simboleggiata dalla Stella di Natale sui nostri presepi e lungo le strade della città.
Da lontananze siderali trasmette a cuori prigionieri di molte tenebre un consolante messaggio di speranza. Seguirla è andare oltre il mortificante esistente, altrove, nelle misteriose regioni dove la vera libertà può riscattarsi dalle sue dure necessità e farsi appello ad osare un viaggio insidioso ma irresistibile verso lande seducenti e sempre solo intraviste.
Anche l'Angelo sfolgorante di luce è, a Natale, promessa e annuncio che all'insopportabile solitudine della creatura umana su una terra, non sappiamo più se ostile o benedetta, si accompagna la solitudine di un Altro, non più lontano e irraggiungibile, ma con le nostre stesse fattezze, viandante come noi sui sentieri delle opere e giorni, alla ricerca come noi di un senso non deludente per un vivere finalmente riscattato dall'assurdo, dalla disperazione e dalla vanità.
Questi significati del Natale, e altri ancora presenti nella sua inesauribile e misteriosa profondità, sono il dono prezioso che ogni anno e forse ogni giorno ci viene offerto. L'uomo che è in noi, che noi siamo, la città dell'uomo, con le sue molte ombre e poche luci, che noi abitiamo ne hanno estremo, urgente bisogno. Il panorama cittadino, nazionale e mondiale, senza indulgere a sterili lamentazioni di rito, senza cedere a perniciosi pessimismi di maniera, non autorizza affatto facili entusiasmi, né disegna scenari incoraggianti per il presente e per l'immediato futuro. Venti gelidi di guerra, amplificati dai soliti noti, rischiano di soffocare una pace di per sé già tanto timida, fragile e precaria.
La grande crisi economica, smentendo tutte le facili e fallaci promesse inscritte in una messianica globalizzazione dei mercati, portatrice di una età dell'oro per tutti, incombe minacciosa sul mondo col suo carico di devastazioni, di ingiustizie planetarie e di drammi familiari e personali. Anche la terra, con l'aria, l'acqua, le piante, sottoposta ad uno sfruttamento selvaggio e agli attacchi forsennati dell'uomo, rischia di non essere più madre nutriente e amica dei suoi ospiti. La violenza più efferata, nelle sue forme antiche e inedite, l'individualismo cinico e spietato, l'indifferenza, l'invivibilità delle città, gli attentati al welfarstate... completano il quadro. Il Natale viene proprio per questo: per una iniezione di nuova energia e salutare speranza. La sua luce vuole ancora brillare tra le nostre tenebre. Compito dell'uomo, di ogni uomo di buona volontà, è organizzare questa speranza. Ogni giorno, non solo a Natale.
Auguri di Pace e di Amore
Che il miracolo di Natale
ti comunichi una gioia
che duri per sempre.
Che tu senta il calore dell'amicizia e dell’affetto
che ti vengono espressi.
Che la dolce pace di Natale
scenda gentilmente su di te dal Cielo.
E il Cristo di Natale
riempia la tua casa
di armonia e di amore.
Che questo Natale e quest'Anno riempiano la tua casa
della pace e dell'amore di Cristo.
Auguri
d. pietro
Nessun commento:
Posta un commento