La stagione del razzismo spontaneo
di Gad Lerner
Pietro Braga, 18 anni che a Chioggia si è visto sbarrare l'accesso a una festa sulla spiaggia per via del colore della sua pelle, ha saputo vincere l'umiliazione e ha trovato il coraggio di denunciare il titolare dello stabilimento Cayo Blanco. Dobbiamo ' esserne grati a lui e alla sua famiglia di italiani perbene. Così come dobbiamo ringraziare Gabriella Gentile per aver reso pubblici attraverso una lettera a Repubblica gli insulti rivolti a suo figlio Fabien durante una vacanza con la nonna a Recco: «Negro di merda, peccato che non sei affogato con gli altri». Un'esperienza vissuta sempre più spesso dai bambini adottati da genitori italiani. Segnalo la testimonianza di Matteo Koffi Fraschini pubblicata da Avvenire domenica scorsa. Nato in Togo, cresciuto in una famiglia milanese, ora che a sua volta è diventato padre di due bambini di colore Matteo prova timore per l'incolumità sua e dei suoi figli, quando camminano per strada. Esagera? Ma fino a ieri avreste considerato verosimile un divieto d'ingresso in spiaggia per i cittadini dalla pelle scura? Ignoriamo purtroppo il nome dell'energumeno filmato il l agosto scorso sul treno fra Milano e Verona mentre aggredisce verbalmente un altro passeggero: «Nero del ca***, fammi vedere il biglietto, io lo pago, tu no. A voi non lo controllano perché siete colorati». Ma in compenso sappiamo che alla studentessa cui va il merito di aver divulgato l'episodio sui social è stato recapitato l'augurio di venir stuprata da una di "quelle scimmie". Potrei continuare nell'elencazione di episodi simili, tutti riassumibili nella categoria del razzismo spontaneo, tracimato nella calda estate italiana 2019 come una nuova moda balneare, da esibirsi con incarognito compiacimento: finalmente lo si può dire anche noi a voce alta! Dopo che il vocabolario dello scherno razziale ce lo siamo sentiti ripetere mille volte sghignazzando per radio a la Zanzara e dopo che l'ha diffuso dal tetto del Viminale colui che per funzione istituzionale sarebbe chiamato a contrastare l'insulto contro i `vermi africani". Per fortuna questo razzismo spontaneo che prima si diceva sottovoce e ora si può anche urlare, viene ancora sanzionato quando vi sia una denuncia di parte, come nel raso di Chioggia, dove lo stabilimento "vietato ai neri" si è meritato due settimane di chiusura. Ma denunce di questo tipo scarseggiano, in proporzione al numero di episodi che restano impuniti, anche perché quasi mai le vittime osano reagire per via legale. La scoperta che in Italia il razzismo non destava più scandalo risale al tiro a segno contro i neri di Luca Traini, i13 febbraio 2018 a Macerata. Per tutto il mese successivo in televisione prevalse la tesi che la colpa di quella sparatoria era da addebitare a una presenza eccessiva di immigrati nella città marchigiana. L'estate 2018 fu contrassegnata da una sequenza di aggressioni razziste a colpi di scacciacani e fucili a pallini in successione così puntuale da suscitare il dubbio che fossero esercitazioni organizzate, prove tli squadrismo razzista pianificato sul modello del suprematismo bianco che insanguina gli Stati Uniti. Del resto, quando nei comizi si proclama «Non vogliamo più bambini confezionati dall'Africa»,vuol dire che le argomentazioni sono le medesime, come del resto il tono minaccioso vuole lasciar intendere. Questa nostra estate 2019 sembra essere la stagione del razzismo spontaneo; del nostro vicino d'ombrellone divenuto improvvisamente loquace contro gli inaccettabili privilegi e le vaste protezioni di cui godrebbero gli immigrati. Quando attaccano, diventa arduo replicare. Non siamo preparati, una volta certe cose non si potevano mica dire in pubblico. E allora leggiamole testimonianze costernate delle "Mamme per la Pelle" costrette loro malgrado a trasformarsi in avanguardie di resistenza civile. Scrivono lettere toccanti a Matteo Salumi, ma lui naturalmente si guarda bene dal rispondergli. Altrimenti non potrebbe più fare il portavoce degli incarogniti. P.S. In un tale contesto ambientale è una buona notizia che la biglietteria della Juventus, in vista della sfida col Napoli, abbia rapidamente provveduto a cancellare il divieto di vendita ai nati in Campania.
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