La libertà chiama in gioco la nostra responsabilità, verso le altre persone.(L. Ciotti)

giovedì 15 agosto 2019

Solennità dell'Assunta. Riflessioni di don Pietro

Quale sarà il nostro futuro, non solo immediato, ma ultimo?
Anche a dei credenti, quali tentiamo di essere noi, il futuro appare carico più di angoscia e di incertezza che di letizia e speranza.
Ebbene, Maria Assunta in cielo in anima e corpo, ci viene presentata dalla Liturgia non solo come un frutto di quella “ risurrezione dei morti”, un approdo a quella “vita eterna” che professiamo ogni domenica nel credo, ma anche come profezia del destino ultimo della comunità credente che vede il Lei la Madre, la maestra e la sorella di viaggio.
Il Vaticano II nella L. G. parla di Maria come “immagine e inizio della Chiesa che dovrà avere il suo compimento nell’età futura” e come “segno di sicura speranza e di consolazione fino a quando non verrà il giorno del Signore” (n. 68).
Maria, insomma, è figura del futuro della Chiesa e dell’umanità tutta con una densità che è seconda solo a Cristo.. Maria, figura, profezia del futuro, ha per così dire declinato tutta la sua esistenza terrena al futuro, secondo il progetto di Dio:
“Avrai un figlio, lo darai alla luce, gli porrai nome Gesù” (Lc 1,31).
Quando l’evento comincia a compiersi, un  altro futuro le è annunciato:
“una spada trafiggerà la tua anima”.
Sotto la croce, dopo aver vissuto il più grande dolore di una madre, le resta solo il futuro dell’affidamento a Giovanni e dunque alla Chiesa .
E con la Chiesa Maria appare aperta al futuro in attesa dello Spirito.
Solo con la sua Assunzione il futuro si fa finalmente presente per sempre: Maria entra in una condizione di esistenza carica di gloria, in una situazione di vita realizzata, felice, presente e permanente.
Questa vita in pienezza per l’uomo è iscritta nel progetto di Dio ed è l’unica condizione degna dell’uomo immagine di Dio.
Ma, vivendo l’uomo in un contesto di peccato, questa vita pienamente realizzata è per ora solo un seme che matura lentamente, un seme che solo nel futuro di Dio potrà dare i suoi frutti.
Finché siamo nell’oscurità del tempo presente, questo futuro definitivo del Regno di Dio, è luogo e oggetto della nostra speranza.
Una speranza non vana: Maria Assunta in Cielo è garanzia che il futuro di Dio c’è veramente ed è grandioso, bello, lieto. Dobbiamo saperlo attendere come lo Sposo aspetta la sua sposa.
Certo, questo futuro definitivo di pace non sarà l’entrata nel paese di Bengodi, ma piuttosto il traguardo di una corsa lunga e faticosa, esposta anche al rischio di bloccarsi per gli ostacoli che l’Avversario può frapporre sul nostro cammino.
E’ il “grosso dragone” dell’Apocalisse che tenta di soggiogare la Chiesa, di ucciderne la discendenza (il Messia). Ma Dio difende il suo popolo.
Il cammino della Chiesa nel tempo è sotto il segno della prova e della tentazione mirate a togliere di mezzo Gesù, il Messia, il Vangelo di Dio.
Ma questo non avviene: il Messia resta come il risorto, il vittorioso sul male e sulla morte e la Chiesa continua ad essere sotto la protezione di Dio
Maria, che è immagine vivente della Chiesa, con la sua Assunzione segna l’esito vittorioso di un combattimento drammatico, non l’esaltazione di una regina.
L’Assunzione di Maria va accostata alla Risurrezione e Ascensione di Cristo.
Cristo è il I° Vittorioso di Dio e Maria Colei che per prima ne gusta il frutto beatificante di vita, come ci ricorda Paolo (I Cor.): “Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti”.
“Tutti riceveranno la vita in Cristo”: Maria è glorificata in nome del Cristo glorificato.
Questa glorificazione di Maria è certamente dono della grazia di Dio, frutto del suo infinito amore.
Ma è anche risultato della fedeltà e responsabilità di Maria, della sua corrispondenza al dono di Dio con un’esistenza docile, umile e servizievole.
Insomma: l’amore di Dio è la causa per cui Egli assume Maria in cielo, l’amore di Maria è la condizione per cui Maria si è fatta assumere in Cielo.
Maria si è lasciata amare da Dio e i fratelli: perciò la celebriamo nella gloria di Dio.
L’Assunzione è per noi una “bella notizia”, fonte di speranza e consolazione:
Se il futuro ci appare infido e angosciante, sappiamo che Dio in Gesù condivide la nostra paura e ci propone in Maria sia la certezza di un felice traguardo sia la strada buona per raggiungere la meta.
E ci dona, come a Maria, il suo Spirito che ci guiderà verso il futuro glorioso del suo Regno.

 

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