1. Gesù insinua sospetto verso
il denaro.
Per il nostro mondo esso è:
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il motore invisibile e onnipotente
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principale oggetto di desiderio
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sinonimo di felicità
mentre Gesù nutre forte sospetto per il denaro:
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spesso è conquistato con mezzi disonesti
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anche se “pulito” spesso è infruttuoso
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indurisce e possiede il cuore di chi lo possiede
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degenera da mezzo a fine per vivere
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può produrre una falsa onnipotenza e autosufficienza.
2. Il contadino della parabola
del Vangelo di questa domenica
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insegue non la serenità del cuore, frutto della pace con Dio, ma una
spensieratezza superficiale ed egoista
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non pensa a cosa fare della sua vita oltre che darsi ai piaceri
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non ricorda mai di dover morire. Forse perché è già morto?
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le sue mani tutte occupate a prendere non sono libere
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per donare, regalare, abbracciare Dio e i fratelli
anche noi cerchiamo la nostra sicurezza: nel
denaro, nel successo, nella giovinezza perenne, nelle proprie capacità, nella
stima altrui, negli appoggi sociali, nelle nostre certezze… e non su rapporti
veri d’amore.
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