La libertà chiama in gioco la nostra responsabilità, verso le altre persone.(L. Ciotti)

sabato 3 febbraio 2018

Vangelo della V domenica del Tempo Ordinario. Riflessione di Don Pietro

La giornata tipo di Gesù  comprendeva un tempo dedicato alla preghiera, uno alla predicazione e uno alla guarigione degli infermi. Con libertà e flessibilità, ovviamente…

1. Gesù " uscito dalla sinagoga"
La Comunità e la Celebrazione  eucaristica sono momenti fondamentali della fede. Poi, però, come Gesù, bisogna "uscire" per fare comunione con tutti, per celebrare l'eucaristia della vita.

2. "Si recò in casa di Simone"
La casa di un vero discepolo del Signore è sempre aperta a Cristo e ai fratelli. Una famiglia cristiana è accogliente e disponibile, vince egoismi e diffidenze.

3. "La suocera di Simone era letto con la febbre"
L'uomo è sempre malato: nel corpo, nella mente, nello spirito

4. "Gesù la sollevò prendendola per mano"
L'eloquenza dei gesti semplici!
Il valore del contatto fisico!
Il simbolismo del tenere la mano.”Egheiro”, la sollevò: verbo tipico della risurrezione.

5. "La febbre e la lasciò ed essa si mise a servirli"
L'uomo integro è solo colui che serve.
In questo brano abbiamo l'elogio della casalinga da parte di Gesù.
La salute è certamente un "bene", ma è solo un mezzo non un fine.

6. "Gli portarono tutti i malati e gli indemoniati"
Il cristiano non sa, ne può guarire: è solo un "portantino". Egli indirizza all'unico "guaritore” tutti i malati.

7. "Tutta la città era riunita davanti alla porta"
Il fascino potente del vero credente!
Vanità dei mezzi umani per riempire le chiese!
La vera e la falsa visibilità per un credente…

8. "Si ritirò in un luogo deserto e là pregava"
Occorre riscoprire l'amica solitudine.
Il segreto del credente?: la preghiera
Gesù ha tanto da fare, la gente lo preme, tutti lo reclamano, ma nessuno riesce a rubargli il tempo dedicato alla preghiera.

9. "Tutti ti cercano... ma egli disse: andiamocene altrove..."
Le ambiguità e tentazioni della folla e del successo...
Avere l’occhio e il cuore  oltre l'orticello dei "nostri" bisogni…

MESSAGGIO SPIRITUALE COMPLESSIVO

 La condizione umana

L'uomo vive le sue esistenza inuna condizione di radicale miseria. Siamo condannati alla morte e i nostri giorni corrono senza speranza verso l'estuario: il niente.Accoliti della morte, anticipatori dell'evento ultimo sono: malattie, sofferenza, contrarietà... Insomma la nostra natura è destinata a logorarsi e ad estinguersi.
Questa condizione infelice non è un caso anomalo, eccezionale, un errore della natura che capta a qualche sfortunato. Al contrario è una condizione universale su cui nessuno può incidere superandone la conseguente infelicità. Insomma la condizione di infelicità inserisce all'uomo in quanto tale.
Giobbe riconduce la verità dell'uomo al nulla.: ed è parola dellaBibbia, parola di rivelazione: "la nostra vita si consuma come spol e i nostri giorni finiscono senza speranza".
Questa fragilità umana diventa visibile, tangibile al momento della malattia, della vecchiaia, della solitudine. Non sono casi particolari: è la legge ed è la nostra condizione. Una condizione che Gesù incontra quando viene a contatto con i malati.
Nella visione biblica tutto il mondo delle debolezze, delle malattie, della morte, è il mondo di Satana. Il demonio, nel linguaggio biblico, è un potere anonimo oscuro, che tiene l'uomo schiavo in questa miseria.
Satana è questo dominio del male, un male anonimo che non dipende in modo esauriente da responsabilità singole, un male che trascende la somma delle volontà individuali divenendo una sorta di totalità onnipotente.

Amore come testimonianza e annuncio di salvezza ha perso il male c'est protestanti questo stesso del male pervade il Vangelo e Gesù, come Salvatore, pasto spesso inutili che ne sono colpiti, indemoniati, malati, pescatori. Quando il suo farsa non forse era un malato e Gesù parla e libera. Custodite questa liberazione non è un'applicazione pratica del Vangelo e esso il Vangelo. In Gesù la parola era di digradante salvante nell'atto stesso in cui veniva pronunciata.
Per noi è diverso: la parola detta a un malato, dopo schiavo, ad uno sottratto, resta solo parole, solo speranza. Che pure se c'è un tono che l'uomo attende proprio questo: sapere che di fronte al regno del male c'era promessa di Dio che ha affidato la foto di salvezza all'amore.
Una salvezza che coinvolge l'affarista dell'uomo: anime il costo egualmente segnato dal dominio del male come miseria, schiavitù, oppressione.
Una salvezza che in radice e salvezza dalla morte: e questo è l'essenziale. Senza di essa ogni altra liberazione sarebbe soltanto di lazione della disperazione.
Gesù, dunque, salva l'uomo reale da cui salvi c'è mito della sofferenza e le cui membra sono afflitta dalla malattia.
Questa malattia, Gesù, nulla interpreta come un incidente provvisorio, ma come l'anticipazione di una istituzione finale, la morte, un caso normale della o scura onnipotenza del male. Una onnipotenza di Gesù vince con l'amore.
Noi dobbiamo annunciare questa speranza: chi incontra il Cristo veramente, ottiene la guarigione feste! Perché ogni sofferenza assunta per amore dal ferito da strumento di morte per il peccato, e divenuta strumento di sconfitta per Satana.
Una sofferenza accolta con amore diventa occasione di salvezza, e "guarigione" vera. Se la guarigione fisica che noi assistiamo non avviene, allora c'è una chiamata per il soffitto alla "servizio" della sofferenza, il servizio più alto. Perché è la croce di Cristo, il solo essa, a impostare il male per salvarsi..

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