• Non è un’alleanza bilaterale, ma è l’impegno solenne e irrevocabile di Dio di essere a favore dell’uomo e di non distruggere più alcun vivente a causa del peccato.
• L’umanità è incapace di evitare il peccato. Meriterebbe di essere distrutta attraverso lo scatenamento della natura.
• Ma Dio non lo farà mai più. La sua ira si fermerà in tempo, prima che gli elementi della natura si scatenino contro l’uomo infedele.
2. L’arcobaleno.
• Nell’antico Oriente i patti erano orali e un segno richiamava ai contraenti gli impegni assunti.
• Nell’alleanza Dio-umanità il segno sarà l’arcobaleno. Esso:
o Indica la riconciliazione tra Dio e l’uomo – le disposizioni favorevoli di Dio verso l’uomo.
L’insistenza con cui se ne parla (5 volte!) vuole sottolineare il valore eterno di
questa alleanza.
L’arcobaleno nelle culture:
• È ponte di collegamento tra terra e Cielo ( nella sua forma a parabola).
• Nel Buddismo: la scala a 7 colori è quella su cui Budda scende dal cielo.
• Per i Pigmei, in Polinesia, Melanesia, Indonesia, per iGiapponesi: “è il ponte fluttuante del Cielo”.
• Nell’Islam: nei 7 colori sono raffigurati i 7 attributi divini. L’arcobaleno è perciò epifania Dio nel creato.
• Presso molte tribù africane: è il desiderio di Dio di entrare in relazione con loro. Orientano un arco verso il cielo e inneggiano a Dio Forte e lo invocano perché ottenga la liberazione dal diluvio.
Riflessione cristiana:
• L’arcobaleno e ladifesa dalle grandi acque superiori (l’Arca da quelle inferiori).
• L’Arca e l’Arco delimitano l’area della grazia e della salvezza.
• L’Arca simboleggia la Chiesa; l’Arcobaleno è Cristo (Cfr. pitture paleocristiane e mosaici).
• Non è, esso, un segno per l’uomo, ma per Dio perché si ricordi dell’uomo.
• L’essere del mondo e la nostra sopravvivenza sono appesi al filo dell’Amore di Dio.
• Giobbe dice (2,10): “E’ Dio che ha nella mano l’anima di ogni vivente e l’alito di ogni carne vivente”.
• Questo segno rilancia la bellezza dell’armonia totale del Cristo:
• tra Dio e l’uomo.
• tra l’uomo e la natura.
• tra Dio e la natura.
• Questa parziale armonia anticipa e promette quella ultima, definitiva, quando:
• l’uomo giocherà con Cielo e terra, sole e creature.
• Proverà gioia intensa, e riderà.
• Anche Dio riderà con le creature.
S. Paolo: In Cristo sono ricapitolate tutte le cose.
3. Messaggio di grande speranza.
• L’uomo non è preda di un destino cieco, vittima di un fato malvagio ma è nelle mani di un Dio che si è impegnato nei confronti della natura, habitat dell’uomo.
• Alla base della natura e della storia c’è un “SI” di Dio: un SI alla sua creazione e ad ogni vita.
Un “SI” incondizionato che nulla potrà mai veanificare.
Il male apparirà ancora nel mondo. Ma Dio veglia. L’esito finale non sarà la catastrofe cosmica, ma la redenzione piena di ogni creatura quando “Dio sarà tutto in tutti” (1 Cor15,28).
4. Atteggiamento di Dio verso il peccato.
Egli “è lento all’ira”:
• manifesta, ma frena il suo sdegno verso il male.
• Fa conoscere la gravità della colpa ma limita il castigo rendendolo così appello alla conversione.
Paolo chiama questo stile Dio “il tempo della pazienza”: Dio disapprova la colpa ma aspetta pazientemente l’uomo finché torni alla giustizia.
• Se Dio ha pazientato prima del diluvio, continua a farlo anche oggi verso chi non crede e verso il male.
• In Cristo, poi, Dio non si limita a tollerare il peccato e il peccatore, ma apre ad ogni uomo la reale possibilità di recuperare la via della giustizia.
• In questo senso il “tempo è compiuto” e la sovranità di Dio è vicina!
5. La Quaresima.
1. Dio pone nei nostri cuori possibilità nuove di bene.
Queste non dipendono da noi, ma da Lui e per questo sono efficaci.
Dobbiamo ringraziare Dio
• Per averci sopportato finora.
• Per l’offerta rinnovata di una via d’uscita dal male garantita dall’esperienza di Gesù che, tentato dal Maligno, rimane fedele al progetto di suo Padre con l’ascolto della Parola, con la preghiera e col digiuno.
Gesù conosce la nostra fragilità, la nostra debolezza, sa che siamo soli nel mondo e sempre esposti al male.
Ma Egli non ci farà mancare l’aiuto e la forza per vincere il Maligno.
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