Ma un modello sacrificale esige anche vittime, meglio se innocenti. 70 milioni di morti, di cui sei di ebrei: è il macabro bilancio di una follia collettiva, di un odio irrazionale, di una tragedia annunciata, programmata ed eseguita alla perfezione. Dopo quella del Bene in Gesù Cristo anche qui un’incarnazione, ma del Male, sulla terra in un uomo lucidamente pazzo, in un popolo aizzato e ubriaco di odio contro un nemico inventato dall'ideologia. Esattamente la gratuità del male. Forse la sua banalità, insieme a mille atrocità e orrori per cui mancano anche le parole. Un evento per molti addirittura impensabile e indicibile. Guai, però, a seppellirlo sotto il silenzio, a coprirlo con il manto dell'oblio. Chi dimentica gli orrori del passato è condannato a subire la loro replica. Non ricordare le vittime del massacro è non averne rispetto, è ucciderli una seconda volta col silenzio, è, infine, assecondare l'aberrante disegno di chi proprio questo voleva: cancellarne il ricordo dalla faccia della terra.
Se ci tormenta ancora la straziante interrogazione sul perché è potuto accadere, questo è segno che non abbiamo ancora smarrito del tutto il senso morale e la dignità del pensiero e della coscienza. Anche se, alla domanda sul perché, è arduo, forse impossibile, rispondere. O forse abbiamo paura della risposta? Infatti non è Dio che deve giustificarsi per la Shoa. Non è Dio colpevole dell'Olocausto di quasi tutto il suo popolo eletto, gli ebrei. L'uomo con il suo libero arbitrio male usato, pur restando questo un o il dono divino in lui, è l'unico responsabile, (o sarebbe meglio dire l'irresponsabile?) da trascinare alla sbarra. L'intera creazione, con il suo miracolo più grande, la vita, da Dio è stata affidata alle cure amorevoli dell'uomo perché la custodisse, ne favorisse la crescita e la difendesse. Da qui l'interdetto divino sul sangue, il divieto assoluto dell'omicidio, il non uccidere del comandamento. Non Dio, dunque, deve giustificarsi per la Shoa, ma l'uomo. E perché questi lo ha fatto? Lo sconcerto della domanda cresce se pensiamo che gli sterminatori appartenevano tutti all'Occidente cristiano. Nell'abisso di quale aberrazione ideologica la loro mente e il loro cuore sono precipitati? Può l'uomo dimenticare e ignorare il mandato conferitogli da Dio di prendersi cura dell'altro uomo, di ogni vita? Evidentemente si. Altre terribili Auschwitz si sono, nei decenni successivi, susseguite alla prima. Quando l'uomo che è in noi imparerà che piantare e salvaguardare le radici della propria vita impegna a non reciderle in nessun altro?
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