La libertà chiama in gioco la nostra responsabilità, verso le altre persone.(L. Ciotti)

domenica 4 novembre 2018

Riflessione di Don Pietro al Vangelo della 31° domenica del T.O.

"Ascolta Israele!" (Dt 6, 4ss)

1. La parola

L’ebraismo è spesso considerata come la religione del Libro o della Parola. In realtà essa è innanzitutto  la religione dell’ascolto. Un ascolto  che deve precedere il culto, la preghiera, l'azione.
Il pio israelita la parola di Dio deve legarsela al braccio: perché essa sia guida alla sua azione.
Deve appendersela alla fronte: perché  guidi il suo pensiero.
Deve appenderla gli stipiti della porta di casa: perché essa guidi la sua vita sociale, la vita fuori di casa.

2. Nel libro del Deuteronomio, al cap. 4, sul monte Sinai Dio si rivela a Mosè  solo come  una "voce" tra le fiamme. Poi Dio  rientra nel suo silenzio.
Perché se  Dio mostrasse all'uomo la sua luce sfolgorante, questi non potrebbe reggerla.
Il salmo '94 esorta il credente ad ascoltare ogni giorno la voce di Dio.
E nel salmo 40 del Signore si afferma: " Sacrificio non gradisce, gli orecchi mi ha scavato".
L'orecchio scavato era quello dello schiavo perché stesse a ricordargli l'obbligo dell'obbedienza al suo signore.
In ebraico ascoltare, shemà, significa anche obbedire. 

3.  Ascoltare per crescere come credenti.

Nella tradizione islamica quando nasce un bambino viene subito consegnato ancora grondante di sangue tra le mani del suo papa il quale suggerisce all'orecchio destro del bambino: Dio è il Signore e Maometto è il suo profeta. Poi all'orecchio sinistro: ora per te incomincia il tempo della preghiera. E infine: ricordati che sei  cenere e luce.

4.L'ascolto della parola di Dio comporta un esercizio di umiltà

Nessuno è in grado di accogliere tutta la pienezza di mistero  la parola di Dio che sempre ci trascende.

5. Per accogliere la parola di Dio dobbiamo fare il vuoto

Dobbiamo, cioè, liberare la mente il cuore da tutti i nostri pregiudizi e le nostre precomprensioni.

6. Bisogna infine riscoprire il silenzio

Il silenzio non è  senza di parole ma la sintesi muta di tutte le parole.
Così come accade per i colori dove il bianco non è assenza di colore ma il risultato dell'unione di tutti i colori base.
Il filosofo e matematico Pitagora soleva dire che non bisogna mai rompere il silenzio se non si ha qualcosa di più importante di esso da comunicare.

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