1. La parola
L’ebraismo è spesso considerata come la religione del Libro o della Parola. In realtà essa è innanzitutto la religione dell’ascolto. Un ascolto che deve precedere il culto, la preghiera, l'azione.
Il pio israelita la parola di Dio deve legarsela al braccio: perché essa sia guida alla sua azione.
Deve appendersela alla fronte: perché guidi il suo pensiero.
Deve appenderla gli stipiti della porta di casa: perché essa guidi la sua vita sociale, la vita fuori di casa.
2. Nel libro del Deuteronomio, al cap. 4, sul monte Sinai Dio si rivela a Mosè solo come una "voce" tra le fiamme. Poi Dio rientra nel suo silenzio.
Perché se Dio mostrasse all'uomo la sua luce sfolgorante, questi non potrebbe reggerla.
Il salmo '94 esorta il credente ad ascoltare ogni giorno la voce di Dio.
E nel salmo 40 del Signore si afferma: " Sacrificio non gradisce, gli orecchi mi ha scavato".
L'orecchio scavato era quello dello schiavo perché stesse a ricordargli l'obbligo dell'obbedienza al suo signore.
In ebraico ascoltare, shemà, significa anche obbedire.
3. Ascoltare per crescere come credenti.
Nella tradizione islamica quando nasce un bambino viene subito consegnato ancora grondante di sangue tra le mani del suo papa il quale suggerisce all'orecchio destro del bambino: Dio è il Signore e Maometto è il suo profeta. Poi all'orecchio sinistro: ora per te incomincia il tempo della preghiera. E infine: ricordati che sei cenere e luce.
4.L'ascolto della parola di Dio comporta un esercizio di umiltà
Nessuno è in grado di accogliere tutta la pienezza di mistero la parola di Dio che sempre ci trascende.
5. Per accogliere la parola di Dio dobbiamo fare il vuoto
Dobbiamo, cioè, liberare la mente il cuore da tutti i nostri pregiudizi e le nostre precomprensioni.
6. Bisogna infine riscoprire il silenzio
Il silenzio non è senza di parole ma la sintesi muta di tutte le parole.
Così come accade per i colori dove il bianco non è assenza di colore ma il risultato dell'unione di tutti i colori base.
Il filosofo e matematico Pitagora soleva dire che non bisogna mai rompere il silenzio se non si ha qualcosa di più importante di esso da comunicare.
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