La libertà chiama in gioco la nostra responsabilità, verso le altre persone.(L. Ciotti)

venerdì 9 novembre 2018

BREVE RIFLESSIONE SULLE LETTURE DELLA DOMENICA XXXII DEL T. O. Don Pietro

1. Prima lettura: la vedova di Zarepta

A. Alla povertà e alla carestia risponde  Dio col suo dono di pienezza.

Le vedove e gli orfani costituivano in quel tempo le categorie più indifese della comunità.
Ebbene Dio sceglie proprio una vedova per il sostentamento del profeta Elia.

B. Da notare che Elia era cercato a morte dalla perfida regina Gezabel e trova  salvezza presso la vedova di Zarepta.
Ecco: Dio  sa trarre il bene là dove l'uomo scorge solo il male.

C. L'episodio della vedova di Zarepta allude all'epoca messianica.

Dio realizza le sue promesse di abbondanza, di vita, di felicità, di pienezza proprio dentro la storia di dolore dell'uomo. 
Elia è il profeta obbediente  a Dio perché su sua indicazione si reca a Zarepta.
La vedova dà fiducia alla parola di Dio che il profeta Elia le proclama.
L'obbedienza e la fiducia costituiscono per il Nuovo Testamento la vera conversione per entrare nel Regno che viene.

D. La vedova del Vangelo è l'immagine positiva dopo quella negativa  incarnata dagli Scribi e dai Farisei.
Questi seguono una religione esibizionista,  esteriore, fatta di apparenze e di ricerca di elogi umani.
Gesù lodando la vedova ci undica come fare il bene:  nel nascondimento e nella ricerca non della propria dalla gloria, ma unicamente di Dio.
Può donare tutto, come fa Gesù, solo chi è povero di cuore.

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