La libertà chiama in gioco la nostra responsabilità, verso le altre persone.(L. Ciotti)

sabato 9 novembre 2019

Commento al Vangelo di don Pietro

1. La questione posta dai Sadducei è: ci sarà e come sarà-se ci sarà- il dopo-morte?Per i Sadducei   non ci sarà: le difficoltà per loro  nascono dalfatto che essi concepiscono l'altra vita  in termini di continuitàcon la vita terrena.Per Gesù invece non esiste continuità rigida tra questo mondo,contingente e provvisorio, e il mondo futuro, la patria celeste.Per Gesù le caratteristiche del mondo dei risorti sono opposte aquelle attuali: perché là la vita continua la vita là non ha  né inizio, né fine conseguentemente non ha più luogo il matrimonio in vistadella generazione e non è più possibile la morte.Insomma: non ci sarà alcuna coordinata spazio-temporale, crocee dilizia, confine e limite dell'attuale esistenza.  Se   poi   -dice   ancora   Gesù-   si   vuole   affermare   qualcosa   dipositivo della vita futura, si deve partire direttamente da Dio eaffermare   che   i  figli   della   risurrezione  saranno  figli   di   Dio.Apparterranno    alla   vita   stessa  di   Dio   e   ne   condivideranno   lecaratteristiche   (amore   ed   eternità).   Se,   di   quella   esistenza,   sivuole un modello, non si deve più pensare all'esperienza terrena,ma agli angeli. I risorti saranno uguali agli angeli, quindi avrannouna nuova esistenza, quasi una nuova natura.La vita con Dio: il paradiso1. Ma non è facile pensare la vita con Dio essendo egli al di là diogni immaginazione e di ogni pensiero.Quando gli scrittori sacri parlano del mondo perfetto di Dio, dellasua   città,   lo   fanno   cancellando   da   questa   realtà   celeste   ognitraccia di male e di sofferenza.
2.   Forse   la   definizione   più   bella   della   Gerusalemme   celeste   èl'annotazione   semplicissima   dell'Apocalisse:  "Dio   asciugheràogni   lacrima   dai   loro   occhi".  Occhi   senza   lacrime,   dunque   inparadiso.
3.   Ma   un   occhio   può   essere   asciutto   per   cinismo   o   perindifferenza al dolore altrui, oppure per stoica sopportazione delproprio dolore, o perché le lacrime uno ormai le ha versate tutte.Ma la parola di Dio parla di occhi asciutti non perché non ci sonopiù   lacrime,   ma   perché   queste   lacrime   sono   state   asciugate.C'erano e sono state tolte. C'è stato dunque un cambiamento, unpassaggio.
4.   Per   i   credenti   le   lacrime   sono   il   tempo   presente,   la   storiaumana solcata dal partire come un volto lo è dal pianto.Dire allora che le lacrime sono asciugate significa affermare chesi è entrati in un nuovo tempo, nel futuro di Dio dove il patire ècancellato, assente.Questo   parlare   di  lacrime   asciugate   noi,   però,   possiamo   farlosolo dentro il tempo presente, che è il tempo delle lacrime. Solose  viviamo   nel   pianto possiamo pensare   e   sperare   un   mondosenza lacrime. Per chi è soddisfatto nel tempo presente questodiscorso è senza senso.
5. Dunque la parola di Dio pensa fondamentalmente il paradisocome la terra senza male, sognata da chi vive nella terra abitatadal male. Del resto non è questo il senso della descrizione biblicadel   paradiso,   dell'Eden? 
In   Genesi 2   -prima   del   peccato-   èpresentato   un   mondo   dove   l'esistenza   umana   è   pienamenteriuscita nelle relazioni che la costituiscono. In Genesi 3 si narrainvece   di   come   il   peccato   abbia   corrotto   e   rovinato   quellerelazioni. L'autore di quelle pagine,  ovviamente, non  era presente  primadella   colpa.   Egli   ha   esperienza   solo   del   mondo   ormaicompromesso   e   solo   per   antitesi   può   disegnare   quello
dell'innocenza. Così l'autore ha esperienza di un corpo (e di un io che lo  inabita)vissuto come opacità, come nido velenoso di concupiscenza e diaggressività   e   questo  gli   fa   pensare   per   antitesi   ad   un   corponudo   che   dice   trasparenza,   innocenza,   che   non   ha   nulla   danascondere   perché   tutto   è   a   posto,   in   un'armonia   senzadissonanze.Similmente   l'autore   fa   esperienze   di   relazioni   interpersonalisegnate   da   sospetto,   violenza   e   perciò   sogna   e   disegna   unmodello   relazionale   dove   regna   la   reciprocità   armoniosa,   lacomunione dei diversi. Infine l'autore conoscendo  solo una terra  maledetta, avara  neiconfronti dell'uomo, sogna fiumi irrigui e vegetazione fitta, terrabuona e zolle seconde.6. Paradiso, allora, è da pensare come compimento perfetto dellavita nelle sue fondamentali relazioni.Paradiso, in altri termini, come perfezione della comunione degliuomini   con   Dio   e   tra   di   loro,   come   circolazione   perfettadell'amore infinito di Dio.Quest'amore   ci   permetterà   di sperimentare,   di   vedere faccia   afaccia Dio e di  goderlo come bene che dà infinita  beatitudine.Altro non ci è dato di dire, anche perché la terra e il cielo che cisono promessi saranno nuovi…

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