di Padre Antonio Teixeira
Caro papa
Francesco, in realtà, sei colpevole!
Sei colpevole di essere un uomo e non
essere un angelo!
Sei colpevole perché hai l’umiltà di
accettare che hai torto e chiedi perdono. Chiedi perdono per te e per noi. E
questo per molti è inaccettabile.
Sei colpevole perché volevano che fossi
un giudice e un canonista e sei un esempio e un testimone di misericordia.
Sei colpevole perché hai abbandonato la
tradizione di vivere nei palazzi per scegliere di vivere come le persone.
Colpevole perché hai lasciato la sontuosità di San Giovanni in Laterano e
scelto la povertà delle prigioni, degli orfanotrofi, dei manicomi e delle case
di recupero.
Sei colpevole!
Hai smesso di baciare i piedi
“profumati” delle eminenze e baci i piedi “sporchi” di detenuti, donne,
pazienti, altre confessioni religiose, “diversi”!
Sei condannato perché hai aperto le
porte ai “risposati” e perché di fronte a temi dolorosi e in sospeso rispondi
semplicemente, “chi sono io per giudicare?”.
Sei condannato perché assumi la tua
fragilità, chiedendo a noi di pregare per te, quando molti ti chiedono di
essere dogmatico, intollerante e rubricista.
Papa Francesco è colpevole di tanti e
tanti cosiddetti “infedeli”, “scomunicati” e “impuri” che hanno riscoperto il
bel volto di Cristo, tenerezza e misericordia.
Sei colpevole perché “chiami le cose per
nome” e non dimentichi di ricordare ai vescovi che non sono pastori sull’aereo,
ma persone con “odore di pecora”.
Colpevole perché hai strappato le pagine
di intolleranza, la morale spietata e ci ha offerto la bellezza della
compassione, della tenerezza e della schiettezza.
Sei colpevole perché non siamo così
orgogliosi negli occhi, nell’intelligenza e nella ragione, ma soprattutto nel
cuore.
Sei colpevole di voler portare la croce
della Chiesa invece di guardare altrove, essendo indifferente al dolore e alle
lacrime degli uomini del nostro tempo.
Sei colpevole perché non puoi sopportare
gli efferati delitti fatti nel nome di Dio e quelli che parlano di Dio ma
vivono contro di lui.
Colpevole perché cerchi la verità e la
giustizia, abbracciate dalla misericordia, invece di mettere a tacere,
nascondere, minimizzare o ignorare.
Sei colpevole perché hai smesso di
volere una Chiesa di privilegi, di glorie di tutto il mondo e ci insegni la
forza del servizio, la ricchezza di lavare i piedi e la grandezza della
semplicità.
Papa Francesco lascia che ti incolpino
di questi “crimini”.
Tu sai che al tuo fianco ci sono
innumerevoli uomini e donne che, come te, non sono angeli, sono fragili,
peccatori, aspettando che Cristo si prenda cura di loro e di noi.
Tu sai che con te c’è un’enorme “processione”
di cuori che per te prega ogni momento, perché daresti la tua vita per loro, e
ti seguono come pecore che si fidano del pastore.
È stato Cristo a metterti al timone di
questo “Barca” che è la Chiesa.
È Cristo che ti darà la forza per
perseguire questo sentiero di “colpa” che ha fatto così bene al mondo e alla
Chiesa.
Caro papa Francesco, grazie per essere
stato incolpato della bellezza della Chiesa sognata da Gesù.
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