1. I giudei – nel brano odierno rappresentati dai Nazareni – avevano la presunzione di essere i padroni della promessa di Dio e i destinatari esclusivi del Suo disegno di salvezza
Gesù spezza questa supponente pretesa ed anche per questo finirà crocifisso.
I giudei al tempo di Gesù, anche a causa dell’umiliante occupazione e dominazione della loro terra da parte dei Romani, avevano sviluppato una forte coscienza della loro unicità e grandezza in quanto popolo dell’elezione.
Gesù non blandisce questo orgoglio collettivo ma apre una contraddizione nella coscienza d’Israele.
Voi – dice Gesù – vi dichiarate depositari delle promesse di Dio, ma poi ne impedite la realizzazione col vostro comportamento discriminatorio.
E che la promessa di Dio avesse un carattere universale, Gesù lo dimostra ricordando che, già nel passato, spesso la potenza miracolosa di Dio si era manifestata non dentro ma fuori i confini di Israele, tra i non ebrei.
2. Gesù, dunque, Parola provocatrice: ieri ma ancora oggi, con conseguente scandalo dei nazareni d’ogni tempo. Anche oggi la Parola di Dio coglie i suoi frutti non solo dentro ma anche fuori, oltre i confini del popolo di Dio.
L’unità del genere umano, la fratellanza fra gli uomini, l’umanizzazione della terra, la comunione degli uomini con Dio,… lo Spirito di Dio fa accadere questi eventi nel mondo, prima ancora che nella Chiesa, che è solo al servizio di queste realtà.
Gesù, dunque, portò il mondo di fuori dentro i confini di Israele per liberare il suo popolo dalle angustie del particolarismo orgoglioso. Ma Gesù rimase incompreso e combattuto dentro Israele.
Anche noi dobbiamo resistere alla tentazione della fuga dal posto in cui siamo. Come Gesù dobbiamo, questo sì, portare l’universo nel nostro mondo, le attese di tutti gli uomini.
Questo fatalmente aprirà delle contraddizioni nella casa in cui abitiamo e noi diventeremo odiosi agli occhi dei nostri che cercheranno di buttarci fuori e di eliminarci.
Gesù parlava di un Dio “diverso” da quello predicato dai tutori e dagli specialisti di Dio e perciò volevano lapidarlo.
Lo stesso accade a chi continua l’insegnamento del Maestro.
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