1. I rapporti interpersonali nella comunità di Gesù
Debbono essere improntati ad un rifiuto assoluto di ogni dominio e all'abolizione di ogni struttura di potere, come quelle vigenti nel mondo.
Nessuno deve considerarsi, né può essere considerato padre-padrone, perché gli altri sono solo fratelli. Al massimo può esserci qualcuno che incarni la figura della mamma...
E’ possibile tutto questo?
Intanto registriamo che la Chiesa delle origini ha recepito questo essenziale messaggio del suo unico Maestro e Signore.
2. Giacomo, Giovanni e la loro madre
La mamma di questi due apostoli prenota per essi le principali poltrone una volta che Gesù avrà instaurato il Regno. Dimostra, questa deliziosa mammina, un gran senso di tempismo e di rampantismo insieme.
Gesù la gela con la sua replica: nella mia Chiesa tutti sono solo servi, come lo sono io.
Questa parola di Gesù non va intesa come un invito all'anarchia o allo spontaneismo per quanto attiene ai rapporti nella Chiesa, ma come un invito a perseguire la vera autorevolezza e la vera potestà.
Gesù ci avverte di non imitare lo stile del mondo e cioè la ricerca e il mantenimento del potere per i propri interessi.
Nella Chiesa l'autorità dev'essere riconosciuta solo a chi prescinde da sé, a chi non persegue i suoi interessi, a chi vive solo per Dio e per gli altri.
3. Gli strumenti dell'esercizio dell'autorità
Nel mondo questi strumenti sono la forza, la coercizione, la violenza anche per fini ritenuti buoni.
Nella Chiesa invece Gesù dichiara assolutamente illegittimi tutti i mezzi coercitivi.
Nella Chiesa vale solo la testimonianza alla Verità, con la morte affrontata per ciò che si ritiene giusto e santo, come del resto ha fatto lo stesso Gesù.
I cristiani sono testimoni della verità, non soldati che la impongono con la forza.
Come Gesù essi debbono essere inermi e anche esposti ad ogni aggressione.
4. Attualizzazione ecclesiale
Bisogna onestamente riconoscere che tantissime volte la prassi ecclesiale si è rivelata infedele a questa memoria del Signore Gesù. Essa non ha disdegnato il ricorso alla coercizione. E così ha vanificato la vera autorità e ha compromesso l’evangelo.
La vera autorità la si apprende dal Crocifisso, dalla sua impotenza.
Questo stile è vincolante per quanti vogliano ritenersi discepoli del Signore.
In caso di conflitto, poi, i cristiani sono ammoniti da Paolo a non ricorrere ai tribunali per far riconoscere i propri diritti. Debbono risolverli all'interno della comunità in spirito di carità. Se necessario debbono subire anche ingiustizia e privazione. Ma questa possibilità è riservata solo a delle comunità che vivono "nello Spirito".
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