Il Dio della rivelazione biblica ci appare come un Dio tenace e irriducibile, mai rinunciatario. Tenta sempre di nuovo, provando e riprovando. I fallimenti non lo scoraggiano più di tanto. L'incompiuta a cui più lavora sono "i Cieli nuovi e la terra nuova nei quali abbiano stabili di mura la giustizia”. A Dio non interessa un semplice restauro di facciata.
Non che l'insuccesso di Dio sia totale. Le imprese gli è già riuscita in Cristo, nuovo Adamo, immagine perfetta del Padre e nei Santi: una moltitudine che nessuno può contare, “144.000,,, cioè una schiera infinita.
Vorrebbe riuscirci per tutti, ma l'ostacolo più grande gli viene dall’uomo. Che si è messo in testa per prendere il posto di Dio. Ma emerge solo come un inguaribile usurpatore, malato di onnipotenza, un suo vecchio e vero delirio. Tentò con una mela e l’ha pagata a un prezzo altissimo e ha ritentato subito con una Torre a Babele... Un vero recidivo: continua imperterrito la sua impossibile impresa.
Ora l'uomo è tutto rotto, incerottato e ferito: ha rovinato la sua vita con questo suo maledettissimo vizio di voler essere dio ed è diventato tiranno dei suoi simili e nei suoi confronti è aperta da tempo una procedura fallimentare. Intanto è di pessimo umore, è infelice e rende gli altri infelici.
2. Dio consola e cerca collaboratori
Per favore: non credete a chi accusa Dio di tanto disastro! E’ l’uomo il vero e principale responsabile!
Intanto Dio è impegnato a consolare e curare le vittime dello sfacelo operato dall'uomo: sono milioni e non c'è mano che non grondi sangue…
Intanto che consola, Dio continua a lavorare al suo progetto: rinnovare i Cieli, far nuova la Terra.
Ma ha bisogno di collaboratori: ciascuno di noi nel suo piccolo, è destinatario della chiamata. Dobbiamo passare da antagonisti di Dio a suoi collaboratori sentendone la fierezza e la responsabilità insieme.
Dio però ci avverte: l'impresa è laboriosa e i tempi sono lunghissimi. Perché il cambiamento dev'essere profondo, non di facciata, niente chirurgia plastica, niente bacchetta magica.
Dio diffida di tutti i "nuovisti", i "miglioristi "e dei falsi rivoluzionari.
Dio supera anche Giobbe in pazienza e invita anche noi alla pazienza. Pazienza con lui: 1000 anni sono come un solo giorno. Pazienza con noi: soste, impuntature, ritardie. E pazienza con gli altri: hanno i loro tempi e i loro ritmi.
3. Cambiare se stessi
Il primo cambiamento Dio lo sollecita da ciascuno di noi: da me, da te, da ciascuno.
L’esempio e modello è Giovanni Battista, profeta ruvido, scostante, impopolare. Si spoglia di ogni vanità, diserta la piazza della città e sceglieil deserto. Cerca l’autenticità della sua voce, no la potenza degli altoparlanti. Prima di predicare si impone con l'austerità e con la serietà della sua vita..
4. Convertirsi
Questo si chiama convertirsi. Ma noi non desideriamo la conversione, anzi la temiamo perché significa mettersi in gioco. La conversione è oggettivamente dura, ma è l'unica strada del cambiamento. "Impara a vivere in pace e migliaia di anime intorno a te troveranno la salvezza" (San Serafino di Sarov)
5. La grazia della conversione
Perciò Dio ci dona la sua grazia. Il primo dono è il battesimo di acqua che serve a purificare, a raddrizzare le storture della mente, del cuore e della volontà, a colmare i vuoti di ascolto della Parola a causa del frastuono e della vanità, ad abbassare le alture e cioè l'idolatria, l'affermazione del proprio io ad ogni costo. Poi ci chiama come Giovanni a sperimentare il deserto: perché Dio parli al nostro cuore e perché possa entrare nelle profondità della nostra esistenza dove risiedono i desideri più veri, dove elaboriamo i progetti, le scelte fondamentali della nostra vita. La via di Dio passa attraverso il deserto:lì avvengono gli incontri decisivi dello spirito.
6. Il battesimo nello Spirito
Così saremo pronti per un altro battesimo, quello nello Spirito santo.
Sarà lui a spingerci e a portarci. Lui accenderà in noi un fuoco: la passione della verità e dell'amore.
Pur rimanendo nella carne, diventeremo creature spirituali: occhi, gesti, parole, corpo e anima ne saranno segnati.
Diventeremo una novità mai vista: la novità di Dio.
Se solo ci decidessimo!...
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