La libertà chiama in gioco la nostra responsabilità, verso le altre persone.(L. Ciotti)

giovedì 13 agosto 2020

SOLENNITA’ DELL’ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA. Riflessione di don Pietro

1. Parallelo tra Adamo e Cristo

Da Adamo noi partecipiamo la condizione di debolezza e di morte. Perciò siamo circondati da paure e siamo irretiti dalle seduzioni del mondo. In quanto condannati a morte cerchiamo surrogati e  sicurezze di vita. La ricerca ansiosa del piacere, l'attaccamento al denaro sono forme di una paura della morte che ci rende condizionati ed egoisti.

Gesù di Nazaret è stato un uomo come noi, ma non è vissuto come noi. Non ha affermato se stesso contro Dio. Al contrario si è abbandonato alla volontà di Dio.

Libero da se stesso, ha fatto di se stesso un dono a Dio attraverso l'amore dei fratelli. 

E Dio gli ha dato ragione: Adamo cerca se stesso e trova solo angoscia, solitudine e morte. Cristo si affida e  offre a Dio se stesso e trova vittoria sulla morte.

La sorte di Gesù riguarda anche noi. C'è un ordine: prima Cristo, poi quelli che sono di Cristo.

"Essere di Cristo" non è qualcosa che può avvenire naturalmente, come accade nel rapporto con Adamo, ma si realizza solo quando la nostra vita si apre liberamente alla fede di lui.

Maria è la prima credente. Prima in senso non cronologico ma qualitativo.

La sua e stata una fede limpida, integrale, senza riserve.

Perciò Maria è assunta in Cielo.

Maria è la prima credente.. Cioè la prima persona umana nella quale la redenzione del Cristo ha manifestato tutta la sua fecondità.

In Maria si anticipa l'adesione e il destino della Chiesa.

Come Maria anche la Chiesa deve portare Cristo.

Come Maria anche la Chiesa deve accogliere la Parola di Dio, vivere di fede, portare a tutti la gioia della fede, partecipare della vita si Cristo.

In Maria già si è compiuto ciò che la Chiesa spera e attende.

Da quì la nostra fiducia: "L'ultimo nemico ad essere annientato sarà la morte". 


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