La libertà chiama in gioco la nostra responsabilità, verso le altre persone.(L. Ciotti)

sabato 15 agosto 2020

Riflessione alla XX domenica del T. O.. Don Pietro

1. Una donna pagana 

La donna che supplica per la figlia malata non è solo una madre angosciata, ma, soprattutto, è una pagana.

È una donna marginale, doppiamente disprezzata: in quanto donna e in quanto pagana.

Ed è proprio questa donna "irregolare" che induce Gesù a cambiare idea circa la sua missione: la salvezza che egli porta diventa da particolare, riservata cioè ai soli ebrei,  universale, estesa cioè a tutti gli uomini.


2. La fede di una pagana

Questa donna apparteneva ad un popolo, i cananei, che gli israeliti consideravano nemici, idolatri e immorali.

Era, poi, una donna,  una creatura, cioè, da sempre disprezzata dagli ebrei.

Proprio questa donna osa importunare Gesù, il maestro, violando la norma che vietava ad un rabbi di rivolgere la parola ad una donna in pubblico, fosse anche la propria moglie e di non accompagnarsi mai in un viaggio ad una donna, fosse anche la propria figlia!

Per giunta questa donna osa chiamare Gesù "Figlio di Davide", un appellativo che potevano usare solo gli israeliti puri e religiosi


3. Altri aspetti sconvolgenti del racconto

La risposta di Gesù alla richiesta della donna è durissima, anzi sprezzante, se si pensa che data ad una madre angosciata che supplica per la figlia gravemente inferma.

Perché Gesù si comporta così? Vediamo: 

"Mia figlia è crudelmente tormentata da un demonio", dice la donna.

Non sappiamo di quale malattia soffrisse sua figlia.

Al tempo di Gesù era normale attribuire all'opera del demonio tutte le malattie sconosciute.

Forse anche qui si tratta di una malattia psicosomatica che disturba o impedisce ad una persona di condurre una vita relazionale normale.


4. I figli e i cagnolini

All'inizio Gesù ignora la supplica della donna.

Sono i discepoli a intercedere, ma non per pietà: solo perché la donna la smetta di importunare.

Gesù non intende favorire la donna perché ritiene che la sua missione riguardi solo  Israele.

Dinanzi all'insistenza della donna Gesù le dice: "Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini".

Risposta durissima e offensiva: per gli ebrei il cane non era, come per noi, un caro e amico animale domestico. Era una creatura immonda e spregevole. "Cane" era l'insulto corrente che un ebreo rivolgeva ad un pagano. E tra i pagani, ritenuti cani,si pensava risiedessero i demoni.


5. Le vere intenzioni di Gesù

Secondo alcuni Gesù, intenzionato fin dal principio  ad esaudire la donna, si comporta duramente con lei solo per uno scopo pedagogico: far crescere e migliorare la sua fede.

Ma non si capirebbe in tal caso la durezza di Gesù verso una creatura fragile, angosciata e dotata, sin dal principio, di una fede immensa in lui.

Con altre persone, meno credenti, Gesù non è mai stato tanto duro!

Secondo altri l'episodio testimonia di un'evoluzione e crescita nella coscienza di Gesù in ordine alla comprensione della sua missione.

In tal caso è questa donna che provoca in Gesù un cambiamento profondo e reale.

In Gesù cioè, è avvenuta una lenta maturazione. A produrla alcuni incontri decisivi della sua vita pubblica.


6. Le donne e la svolta salvifica


Nel cammino dell'alleanza Dio-uomo ci sono delle svolte quasi sempre provocate da figure femminili, anche se non sempre esemplari.

La cosa è evidente sopratutto nella vicenda di Gesù: la donna che lo incontrano hanno l'esistenza cambiata. Ma anche Gesù si lascia cambiare dall'incontro con le donne.


7. La donna siro-fenicia (cananea)


Questa donna è un modello di umiltà: si lascia ignorare, trattare bruscamente, persino insultare, senza reagire.

Ma è anche un esempio di tenacia nella preghiera: non cede, non rinuncia, persuasa come è del suo buon diritto.

Questa donna incarna la supplica di tutte le minoranze oppresse della storia.

Pur essendo pagana ella appare in singolare continuità con tutti i giusti intercessori dell'Antico Testamento: con Abramo, con Giacobbe, con Mosè, con Giobbe che difende dinanzi a Dio il proprio diritto di essere ascoltato

"Le briciole" nella sua replica a Gesù evocano la sovrabbondanza dei beni che il regno porta il uomini.

A tutti gli uomini, non solo a pochi intimi o privilegiati.

Queste briciole che cadono da una tavola ricolma di cibo parlano di una misteriosa sovrabbondanza dei beni.

Anche la fede della donna registra una progressione: prima chiama Gesù "Figlio di Davide", poi "Signore" e infine "Dio" perché gli si prostra innanzi.

E Gesù loda questa fede, soprattutto perché presente in una persona irregolare.

Poi  Gesù "convertito" oltre a guarire la figlia della cananea, continua ad operare molti altri miracoli nella Decapoli, regione a forte presenza pagana.

La salvezza è per tutti. Il " velo del tempio" comincia a squarciarsi.

La distinzione tra vicini e lontani, puri e impuri, figli e cani cade per sempre. Grazie ad una donna pagana. 


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