Gesù indica ai suoi discepoli come comportarsi quando si è vittime della violenza
I. La violenza da non replicare, per Gesù, va dalla più grave alla meno grave: dalla violenza fisica (lo schiaffo) alla minaccia di processo (per toglierti la tunica); dalla domanda importuna (costrizione al carriaggio), a quella petulante e sfacciata (richiesta di un prestito).
II. Quali sono, in tali casi, le indicazioni di Gesù?
• Bisogna accogliere concedendo il prestito le richieste pressanti degli importuni
• Bisogna assecondare la richiesta di facchinaggio e carriaggio avanzata daid militari occupanti il Paese
• Bisogna rinunciare ad ogni arma di difesa, anche al bastone (serviva per tenere a bada ladri e lupi) ed ai calzari
• Bisogna farsi prendere la tunica, anzi bisogna dare a chi prende la tunica anche il mantello
In sintesi e più precisamente:
Chi subisce violenza deve rinunciare ad ogni replica e questo a imitazione di Dio che il suo sole lo fa sorgere sui buoni e sui cattivi e la sua pioggia la fa scendere sui giusti e sui malvagi.
Attenti, però: occorre non restare passivi e inerti quando si riceve un torto. Bisogna andare incontro al proprio nemico. Occorre essere come agnelli in mezzo ai lupi.
Bisogna rispondere con una bontà straripante a chi ci ha fa un torto.
E questo non in situazioni eccezionali della vita , ma normali!
III. In quali ambito occorre adottare questi comportamenti non violenti?
Innanzitutto nel campo delle nostre relazioni personali, come hanno fatto tantissimi Santi…
Poi nella Comunità cristiana: al suo interno e nei rapporti col mondo esterno ad essa
Infine nella vita sociale: cioè nelle lotte giuste per la libertà, la giustizia, la pace
IV. Dopo Gesù e una moltitudine di Santi e sante, campioni e modello di non violenza attiva in epoca moderna possiamo considerare Gandhi, Martin Luther King e frà Christian de Chergé (trucidato in Algeria con altri sei confratelli) che nel suo testamento perdonava anticipatamente il suo futuro assassino)
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