La libertà chiama in gioco la nostra responsabilità, verso le altre persone.(L. Ciotti)

domenica 23 febbraio 2020

VII domenica del T.O.. Riflessione di don Pietro


Gesù indica ai suoi discepoli come comportarsi quando si è vittime della violenza
I. La violenza da non replicare, per Gesù, va dalla più grave alla meno grave: dalla violenza fisica (lo schiaffo) alla minaccia di processo (per toglierti la tunica); dalla domanda importuna (costrizione al carriaggio), a quella petulante e sfacciata (richiesta di un prestito).
II. Quali sono, in tali casi, le indicazioni di Gesù?
Bisogna accogliere concedendo il prestito le richieste pressanti degli importuni
Bisogna assecondare la richiesta di facchinaggio e carriaggio avanzata daid militari occupanti il Paese
Bisogna rinunciare ad ogni arma di difesa, anche al bastone (serviva per tenere a bada ladri e lupi) ed ai calzari
Bisogna farsi prendere la tunica, anzi bisogna dare a chi prende la tunica anche il mantello

In sintesi e più precisamente:

Chi subisce violenza deve rinunciare ad ogni replica e questo a imitazione di Dio che il suo sole lo fa sorgere sui buoni e sui cattivi e la sua pioggia la fa scendere sui giusti e sui malvagi.

Attenti, però: occorre non restare passivi e inerti quando si riceve un torto. Bisogna andare incontro al proprio nemico. Occorre essere come agnelli in mezzo ai lupi.
Bisogna rispondere con una bontà straripante a chi ci ha fa un torto.
E questo non in situazioni eccezionali della vita , ma normali!

III. In quali ambito occorre adottare questi comportamenti non violenti?

Innanzitutto nel campo delle nostre relazioni personali, come hanno fatto tantissimi Santi…
Poi nella Comunità cristiana: al suo interno e nei rapporti col mondo esterno ad essa
Infine nella vita sociale: cioè nelle lotte giuste per la libertà, la giustizia, la pace
IV. Dopo Gesù e una moltitudine di Santi e sante, campioni e modello di non violenza attiva in epoca moderna possiamo considerare Gandhi, Martin Luther King e frà Christian de Chergé (trucidato in Algeria con altri sei confratelli) che nel suo testamento perdonava anticipatamente il suo futuro assassino)

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