La libertà chiama in gioco la nostra responsabilità, verso le altre persone.(L. Ciotti)

sabato 2 marzo 2019

LA SCELTA DI FEDE CI IMPEGNA AD UNA CONTINUA CONVERSIONE. Riflessione al Vangelo della Domenica, Don Pietro

Il brano evangelico conclude il "discorso della pianura", che l'evan-gelista Luca propone in una versione che in parte si ispira a Matteo (ricor-diamo il suo "discorso della monta¬gna", racchiuso nei capitoli 5-7) e in parte attinge a fonti proprie (ciò spie¬ga alcune diversità con Matteo e alcu¬ni adattamenti alle particolari esigen¬ze dei destinatari del suo vangelo, provenienti dal paganesimo).

Sia in Matteo sia in Luca questo "discorso" di Gesù è presentato co¬me il programma di vita del cristiano e della sua comunità. È importante al¬lora che quanti sono preposti alla gui¬da della comunità assimilino questo programma e lo rendano vita della lo¬ro vita, per non rischiare di sviare le persone affidate alla loro guida (è il si¬gnificato della parabola del cieco che pretende di guidare un altro cieco). Costoro, inoltre, devono avere la con¬ sapevolezza di essere a loro volta di¬scepoli di Gesù e di guidare la comuni¬tà come la guida lui (è il significato del detto: “Il discepolo non è da più del maestro»). Il discepolo di Gesù, poi, deve sapersi mantenere in un conti¬nuo atteggiamento di conversione e di rinnovamento interiore, anziché er¬gersi a censore dei fratelli (come per quattro volte in questo testo Luca chiama i cristiani) e delle loro debolez¬ze (è il significato dell'immagine para¬dossale della trave nell'occhio e della pagliuzza). Per questo è importante il richiamo a curare la propria interiori¬tà, che anche Luca - come tutta la Bibbia - ama esprimere con il termi-ne "cuore". Con questo termine la Bibbia vuole indicare la personalità profonda dell'uomo, la fonte ultima di tutti i pensieri, i gesti, le parole del-l'uomo, la radice del suo essere e del suo agire («L'uomo buono trae fuori il bene dal buon tesoro del suo cuore»).
Sempre nella Bibbia, l'immagine usata di frequente per indicare i frutti dell'agire dell'uomo è quella dell'albe¬ro (vedi Salmo 1; Isaia 5,1-7). Anche Luca la usa per indicare lo stretto le¬game che intercorre tra il cuore del¬l'uomo e il suo agire, legame simile a quello della radice che alimenta l'albe¬ro buono che produce frutti buoni. La contrapposizione tra "fichi dalle spine" e "uva dai rovi" si comprende se si tiene presente che in Palestina i cardi (o spine) producono frutti che sembrano simili ai fichi e il rovo pro¬duce frutti simili a grappoli d'uva.

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