La libertà chiama in gioco la nostra responsabilità, verso le altre persone.(L. Ciotti)

sabato 25 novembre 2017

Solennità di Cristo Re. Riflessione di don Pietro

1. il senso della regalità di Dio in Cristo

Dopo l'esperienza fallimentare e deludente della regalità umana rivelatasi corrotta,  traditrice, oppressiva e idolatra, Dio, attraverso Cristo-Messia, decide di assumere in proprio una regalità alternativa a quella mondana.
Se i re della terra esercitano il potere come dominio, la signoria di Dio in Cristo si caratterizza come servizio umile, generoso al povero che vive in ogni uomo.
Se i potenti della terra opprimono, sfruttano e angariano, Dio in Cristo realizza e attua la vera giustizia.
La signoria di Dio è la forma più alta di grazia orientata alla comunione dell'uomo con Dio e degli uomini tra di loro.
La signoria di Dio attraverso Cristo diventa alla fine anche giudizio sulle opere degli uomini e in particolare dei potenti.

2. La regalità di Dio in Cristo trasferita alla Chiesa e ai credenti.

La Chiesa, partecipando della regalità di Cristo, riceve un onore grandissimo ma si espone anche ad un rischio altrettanto grande e si sobbarca ad un onere non indifferente.
La Chiesa partecipa veramente alla signoria del Cristo se come lui sa farsi serva della verità, della pace, della giustizia, della dignità di ogni uomo.
Come Cristo era re per la salvezza degli altri così anche la Chiesa non è per sé, per la sua riproduzione, per la sua permanenza in eterno, ma è per il regno.
Il regno di Dio inizia già nella storia ma avrà il suo compimento, la sua pienezza, solo alla fine della storia.
Il regno di Dio ha come destinatari privilegiati i poveri e quelli che si fanno poveri, come il Cristo.
Il regno di Dio è un regno di carità concreta verso gli affamati, gli assetati, gli ignudi, i carcerati, gli stranieri, le persone sole e abbandonate...
Nel regno di Dio l'amore è personale, non solo universale.
Nel regno di Dio si proclama e si indica  a tutti la condivisione dei beni. E, infatti, la vera divisione che fa scandalo e grida a Dio è quella tra chi mangia e chi non mangia, chi ha un tetto, un letto… e chi non ce l’ha…

3.  La legge del regno

La legge fondamentale ed unica del regno è l'amore. L'amore verso il fratello come riflesso ed espressione dell'amore di Dio in noi e del nostro amore verso Dio.
Un amore che può e deve avere molti nomi:  attenzione, sensibilità, perdono, solidarietà, condivisione, lotta della giustizia e per la pace, disarmo, istruzione, liberazione...
L'amore, ci ricorda l'apostolo Paolo nel capitolo 13 ai corinzi, inizia non tanto col fare delle cose, ma esattamente con l’astenersi dal fare certe cose come per esempio cedere all'orgoglio, all'egoismo, alla vanità, allo sfruttamento, all'ingiustizia, all'offesa ecc.. L'amore, è ancora Paolo a ricordarcelo, non consiste nell'elemosina. Col danaro abbiamo corrotto tutto, anche l'idea di carità. Amare non è innanzitutto dare. Amare e soprattutto darsi.
Amarsi, poi, è molto meglio che armarsi.

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