Gesù inaugura il
regno di Dio su questa terra. È molto sorprendente, per qualcuno addirittura
scandaloso, l’evento di che Gesù sceglie
per inaugurare il suo regno: una festa
di nozze. Noi, se fossimo stati invitati a questa festa di nozze probabilmente,
molto irritati, avremmo subito declinato l'invito dicendo: ma come vi
permettete di invitarmi ad una festa di
nozze, non sapete che io sono venuto per morire sulla croce, per salvare gli
uomini dai loro peccati, non per gozzovigliare ad un banchetto nuziale!
Né Gesù inaugura il
suo regno in un tribunale, in una caserma, in un Tempio. Lo inaugura nel corso
di una festa di nozze. In Gesù, Dio accetta una sedia ad una festa umana
Ancora: Gesù non far
consistere l'inaugurazione del regno di Dio in un gesto clamoroso, né in un discorso solenne, programmatico.
Nò. Gesù accetta solo una sedia ad un
banchetto di sposi.
Il regalo che Gesù fa
agli sposi,il vino, oggettivamente,
almeno secondo la nostra logica
utilitaristica ed economicistica, non sembra
proprio una cosa necessaria, indispensabile per la vita. E invece no: il
vino, significava che era arrivato il regno di Dio, così come avevano
profetizzato molti profeti del Primo Testamento.
Il vino che Gesù
regala agli sposi è poi un dono gratuito, non strettamente dovuto. E forse
proprio per questo è più necessario di tutto ciò che a noi sembra necessario. Una carezza non è
proprio indispensabile, eppure serve molto
a creare un clima di
tenerezza e a conferire una tonalità affettiva, di amore, tra due persone. Similmente un abito nuovo non crea automaticamente un clima
di festa, però la rende certamente più
bella, più visibile. Così un fiore a
tavola non rende migliori le pietanze da
mangiare, però conferisce un tocco di bellezza e di festa alla tavola e contagia i commensali.
Interessante è
anche il dialogo che si svolge tra Gesù
e Maria
Maria dice a Gesù: "non hanno più vino”, Ora solo una donna,
non certamente un maschio, compreso anche Gesù, poteva avere questa
sensibilità. Inoltre: la nostra
condizione di uomini di questo nostro tempo è molto bene espressa proprio da
questa parola della madre di Gesù: anche di noi e per noi Maria può ben dire: non hanno più vino, sono capaci, questo
sì, di divertimento, di godimento, ma non sono più capaci di gioia, quella
vera,
Gesù risponde a
Maria: " che c'è fra te e me,
donna?” Sembra la risposta di un
figlio insolente, poco rispettoso di sua madre. E invece no: Gesù vuole dire che nel suo regno non vige
più solo, né come primario, il rapporto
di consanguineità ma entra in atto un'altra relazione più vera e più
grande ancora: quella della sua Parola condivisa e quella della comunione
interpersonale.
Gesù aggiunge: "non è giunta la mia ora”. Gesù
vuol dire che è difficile anche per lui, uomo come noi, nascere ad una vita nuova. Per Gesù si trattava di passare dalla vita
privata, là nel piccolo borgo di Nazareth, alla vita pubblica. Ma nonostante
questa difficoltà Gesù accetta l'invito
di sua madre e opera il suo primo segno.
Maria dice ai servi: “fate tutto quello che vi dirà” Questa
parola Maria la dice a tutti coloro che si definiscono e sono suoi devoti.
Maria non vuole corone d'oro, non vuole
troni di marmo, ma vuole che i suoi devoti facciano quello che Gesù dice loro.
Qualche nota esegetica
circa alcuni particolari simbolici nell’episodio:
Ø
Questo
segno che Gesù opera accade nel settimo
giorno della sua vita pubblica. Ed è il terzo giorno, dopo quattro giorni già
trascorsi in altre attività. Ebbene: il settimo giorno nella Bibbia è il giorno
della festa, il culmine della creazione. E il terzo giorno nel Vangelo è il giorno della risurrezione.
Ø
Non
ci stupiamo poi troppo se c'è un silenzio sugli sposi, se non si dice il loro
nome e non si parla di loro. Questo significa che il vero sposo è Gesù. E su di
lui l’evangelista vuole fermare la sua e nostra attenzione.
Ø
Gesù
cambia l'acqua in vino. Così dovrebbe essere anche la nostra vita:farla passare dall'acqua di una esistenza di poco
valore ad una vita che, oltre ad essere piena di significato, è anche gioiosa,
è anche bella, così come il vino su una tavola di commensali porta letizia,
fraternità e amicizia. Anche la nostra vita deve conoscere una sua
trasfigurazione: dalla sua purificazione simboleggiata dall'acqua deve passare
all'alleanza con Dio, alleanza simboleggiata dal vino.
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