L’annuncio che i discepoli-missionari
debbono portare lungo le strade è: « il regno dei cieli è vicino ».
Dunque: un
apostolato itinerante, un andare verso gli altri, non aspettare che siano essi
a venire. E proclamare il Regno: una buona notizia, non annunci di sciagure ne
di punizioni divine.
Per
rendere, poi, credibile il messaggio, occorre prendersi cura dei feriti, dei
morti, di chiunque il Maligno tenga prigioniero.
Il tutto
come servizio assolutamente gratuito, motivato soltanto da un amore
compassionevole, senza scopo di lucro alcuno: né materiale, pretendendo
ricompense, né spirituale, per accumulare meriti dinanzi a Dio, né per fare proseliti.
Una
gratuità totale a imitazione di Dio che, in Cristo, vuole incontrare l'uomo
come pura grazia e incondizionato amore.
La fiducia dell'apostolo deve
essere riposta unicamente in Dio, che provvede ai suoi bisogni materiali
suscitando accoglienza pronta e ospitalità generosa da parte di persone buone,
presenti in « qualunque città o villaggio».
Ma non è da escludere neppure
qualche episodio di rifiuto:
l'apostolo non deve fare
rimostranze né maledire.
Ci
penserà Dio, ma soltanto alla fine, «nel giorno del giudizio».
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