La libertà chiama in gioco la nostra responsabilità, verso le altre persone.(L. Ciotti)

sabato 14 ottobre 2017

LETTURA DEL VANGELO DELLA XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO. Don Pietro

1. "Il regno dei cieli è simile ad un re che fece un banchetto di nozze per suo figlio" (Matteo 22,1-14)
il regno dei cieli significa qui il regno di Dio e cioè la famiglia dei figli di Dio.
Il regno di Dio è simile ad un banchetto di nozze, non ad una caserma, ad un'azienda, ad un'agenzia di servizi, neppure a un convento o a un monastero severo, tantomeno a un tribunale.
La festa che accompagna il banchetto prevede una grande abbondanza di vivande. Nella simbologia biblica l'abbondanza di cibo significa l'abbondanza della conoscenza e cioè della sapienza e della vita. C'è anche la gioia a rallegrare il cuore degli invitati al banchetto. Essere invitati personalmente dal re è un grande onore ed è altro segno della bellezza della festa.

2. Il motivo profondo del rifiuto

Il re invita al suo pranzo, invita a gustare le sue vivande prelibate, invita alle nozze del suo proprio figlio.
Ma gli invitati pensano al proprio campo da curare, ai propri affari.
Ecco: gli invitati non sono disponibili a mettere da parte le loro faccende, i loro interessi.
Sono prigionieri di loro stessi, perciò respingono ciò che li obbligherebbe a badare a qualcosa d'altro.
Non sanno gioire della gioia di un altro. Non sanno riconoscere il primato di un altro.
Insomma: è l'eterna tentazione dell'uomo di conquistare una falsa autonomia da Dio, ignorandolo e difendendosi. E, forse, l’uomo non ha torto:  Dio infatti è molto esigente: dà tutto ma vuole anche tutto.
Farsi amare da Dio è molto difficile.
L'uomo è sempre un bambino che vuole prescindere dai genitori cui si ribella.

3.  La punizione per il rifiuto

I servi sono i Profeti uccisi.
Il Figlio è Gesù Cristo.
Il brano di Matteo allude alla distruzione di Gerusalemme del 70 d.C.
Il male, vuol dirci l’ evangelista, è un boomerang: ed è questa  la punizione.

4. L'invitato senza la veste 

Ecco il senso: non basta avere accettato l'invito. Bisogna anche cambiare la propria esistenza in ragione dell'invito.
L'abito nuziale da indossare nel banchetto di Dio è la carità insieme alla  conversione.
Molti sono i chiamati, ma pochi gli eletti: questi sono coloro che dimostrano di avere carità e di sapersi ogni giorno convertire

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