Da Adamo noi partecipiamo la condizione di debolezza e di morte. Perciò siamo circondati da paure e siamo irretiti dalle seduzioni del mondo. In quanto condannati a morte cerchiamo surrogati e sicurezze di vita. La ricerca ansiosa del piacere, l'attaccamento al denaro sono forme di una paura della morte che ci rende condizionati ed egoisti.
Gesù di Nazaret è stato un uomo come noi, ma non è vissuto come noi. Non ha affermato se stesso contro Dio. Al contrario si è abbandonato alla volontà di Dio.
Libero da se stesso, ha fatto di se stesso un dono a Dio attraverso l'amore dei fratelli.
E Dio gli ha dato ragione: Adamo cerca se stesso e trova solo angoscia, solitudine e morte. Cristo si affida e offre a Dio se stesso e trova vittoria sulla morte.
La sorte di Gesù riguarda anche noi. C'è un ordine: prima Cristo, poi quelli che sono di Cristo.
"Essere di Cristo" non è qualcosa che può avvenire naturalmente, come accade nel rapporto con Adamo, ma si realizza solo quando la nostra vita si apre liberamente alla fede di lui.
Maria è la prima credente. Prima in senso non cronologico ma qualitativo.
La sua e stata una fede limpida, integrale, senza riserve.
Perciò Maria è assunta in Cielo.
Maria è la prima credente.. Cioè la prima persona umana nella quale la redenzione del Cristo ha manifestato tutta la sua fecondità.
In Maria si anticipa l'adesione e il destino della Chiesa.
Come Maria anche la Chiesa deve portare Cristo.
Come Maria anche la Chiesa deve accogliere la Parola di Dio, vivere di fede, portare a tutti la gioia della fede, partecipare della vita si Cristo.
In Maria già si è compiuto ciò che la Chiesa spera e attende.
Da quì la nostra fiducia: "L'ultimo nemico ad essere annientato sarà la morte".
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