1. E’ l’erompere improvviso e breve della gloria divina sul Cristo.
Più che un miracolo è la sospensione del miracolo e cioè la sospensione del nascondimento della gloria di cui il Figlio eternamente gode. E’ anche l’anticipazione della gloria futura della risurrezione
2. Il volto del Cristo diviene come sole sfolgorante:
un simbolo trasparente della sua vittoria sul peccato-tenebra.
Le vesti diventano candide come la neve: l’allusione è alla vittoria del Cristo sulla morte.
Il Trasfigurato, dunque, è il vincitore del peccato e della morte.
3. Accanto a Gesù Mosè ed Elia. Cioè il Mediatore (Mosè) e il restauratore (Elia) dell’Alleanza.
Ora la grandezza dei due è estesa a Gesù.
La loro presenza insinua che Gesù è il vero compimento della Legge e la pienezza della Profezia.
Il loro ritorno era atteso per i tempi messianici. Dunque con Gesù il tempo atteso è presente.
L’esperienza di Mosè e di Elia è l’esperienza di Dio come potenza e Gloria attraverso lo Spirito. Ora con Gesù Dio è sperimentato come Padre.
I due ad un certo momento scompaiono. Per incontrare Dio occorre loSpirito di Gesù. Legge e profezia, pur preziosissime, non bastano.
4. I discepoli: Pietro, Giacomo e Giovanni
Gli stessi del Getsemani: quasi a volerli preparare allo scandalo del Figlio di Dio travolto dal male e dalla morte…Encomiabile tentativo pedagogico, purtroppo con esito fallimentare,tra l’altro…
Forse Gesù trasfigurandosi vuole indicare loro nella Kenosi, nell’annientamento la via unica e vera della gloria.
Passando da una fede imperfetta ad una compiuta, anche i discepoli vivono una loro trasfigurazione.
5. “Sei giorni dopo”…
La trasfigurazione nel settimo giorno, dunque. Esattamente come l’Eucaristia, la trasfigurazione delle settimana, del tempo…
6. Bellezza e Croce
Nella trasfigurazione dono unite inscindibilmente. La Bellezza increata si manifesta e risplende col massimo fulgore proprio nelle tenebre della Croce. La Croce esprime al massimo la Bellezza. Quella di un Dio che dona la vita a chi gliela toglie…
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