Salve fraternità
Nazareth in occasione della Solennità dell’Immacolata vi invio qualche spunto
di riflessione, sperando di farvi cosa gradita e, se ci riesco, anche utile per
la vostra vita spirituale
1. In Maria
Immacolata possiamo contemplare il primo stupendo frutto della redenzione:
·
Con lei la persona umana è recuperata all'integrità
del progetto di Dio.
·
Il peccato che sembrava connaturato all'uomo viene
distrutto, reso estraneo.
·
La speranza si riempie di consolanti realtà e si
supera ogni rischio di illusione.
A ben comprendere tutto questo ci aiuta la prima lettura che è come un
affresco sulla condizione umana prima della redenzione
2. Prima lettura:
Genesi, 3, 9-15. 20
L'uomo e la donna hanno violato il comandamento di Dio per raggiungere
una impossibile autonomia da lui,
- Hanno
considerato Dio come un loro avversario e la sua legge come un limite insopportabile.
·
hanno creduto di trovare la libertà affermando come
assoluto il loro desiderio.
Questo evento passato, delle origini della vita dell'uomo, è ancora
attuale. Quello che la Bibbia narra l'inizio della storia umana rimane vero
ancora oggi, si ripete sotto forme diverse in ogni tempo.
Il peccato originale contiene in sé il peccato di sempre e ne evidenzia
la grande malizia.
Il brano della Genesi descrive in modo magistrale gli effetti del
peccato:
·
il primo effetto è l'incapacità dell'uomo di stare
alla presenza di Dio. "Il Signore Dio chiamò l'uomo e gli disse: dove
sei? Rispose: ho udito il tuo passo nel giardino: ho avuto paura perché
sono nudo, e mi sono nascosto".
·
Significativa è già la domanda di Dio: "Dove
sei?". Vuol dire che l'uomo non è là dove dovrebbe essere, che si è
determinato già uno scarto tra ciò che l'uomo sarebbe dovuto essere secondo il
pensiero di Dio e quello che realmente è diventato.
·
L'uomo cioè non è più quello che dovrebbe essere,
non è più un là dove dovrebbe essere. Una vera disgrazia! Sperimentare
l'amarezza di questa disgrazia è avere il senso del peccato.
·
L'uomo dice: "ho avuto paura perché sono
nudo e mi sono nascosto".
·
L'uomo dunque non è, come dovrebbe, alla presenza di
Dio, ma abita, come non dovrebbe, nel luogo della paura.
·
"Sono nudo": la nudità esprime la condizione di debolezza che è propria della natura
umana dinanzi alla grandezza del mondo e alle potenze che lo inabitano. Questa
fragilità incute paura all'uomo. Avesse avuto fede in Dio, fosse vissuto sotto
il suo sguardo paterno, avrebbe fugato ogni timore. Questo nasce dal fatto che
l’uomo non è al suo posto davanti a Dio,
si è nascosto a Lui e si trova solo di fronte all’immensità di un mondo a lui
indifferente
·
Ma non basta: estraniato da Dio l'uomo è diventato
anche sospettoso nei confronti della donna che pure aveva considerato "osso
delle mie ossa e carne della mia carne".
·
Ora la donna appare all'uomo come una estranea cui
far portare tutto il peso del peccato e della punizione: "la donna che
tu mi hai posto accanto mi ha dato del frutto dell'albero ed io ne ho
mangiato".
·
E così viene meno la solidarietà tra uomo e donna e
questo non fa altro che rendere ancora più pesante la condizione di debolezza e
di solitudine.
·
Infine: la donna chiama in causa il serpente che
l'ha ingannata.
·
Figura inquietante quella del serpente: nel mondo
che è stato creato da Dio e che quindi in radice è "molto buono"
c'è però un serpente che può ingannare. Per l'uomo, cioè, esiste il rischio
concreto di essere ingannato, di essere trascinato lontano da Dio con
l'illusione di una strada facile e autonoma di felicità.
·
Domandiamoci: non è forse così anche oggi? Non
succede forse che il mondo -certo buono- può diventare tentazione di idolatria?
Il Vangelo: Luca 1,
26-38
Questi elementi richiamati che descrivono la fisionomia spirituale
dell'uomo decaduto fanno risaltare il messaggio positivo che è presente nella
figura di Maria, nel suo itinerario di vita e di santità. Tentiamo una lettura
sinottica, in controluce, tra la prima lettura e il Vangelo.
·
L'uomo peccatore è incapace di stare davanti a Dio,
si nasconde a lui.
·
Maria di Nazaret al contrario vive la sua esistenza
come uno stare alla presenza di Dio
·
Adamo cerca la sua realizzazione allontanandosi
dalla volontà di Dio
·
Maria di Nazaret al contrario fa dell'obbedienza la
scelta essenziale della sua vita: “ Eccomi solo la serva del Signore,
avvenga di me secondo la tua parola”.
·
Adamo ed Eva hanno paura di Dio, sospettano che la
sua volontà su di loro sia arbitraria e tirannica.
·
Maria al contrario si affida al progetto di Dio con
docilità piena e fiducia totale.
·
Adamo ed Eva, rompendo il rapporto con Dio,
sperimentano anche incomprensione, egoismo e conflitto nella loro relazione.
·
Maria di Nazaret, al contrario, aderendo a Dio,
compie un servizio a vantaggio dell'intera umanità.
·
Eva si lascia prendere e dominare dal serpente.
·
Maria di Nazaret, al contrario, si lascia invadere
dall’amore di Dio, tanto che l'Arcangelo la saluta come “piena di grazia”.
Così in questa creatura è recuperata la bellezza
originaria della persona umana, quella bellezza che il peccato aveva deturpato.
Forse per questa bellezza la religiosità popolare ha esaltato Maria
contornandola di un alone di mistica ammirazione. Per molti Maria è diventata
la figura eccelsa, l’immagine di quello che nessuno di noi è. Attenti però:
quello che la vera fede vuole dirci è esattamente il contrario. Maria infatti,
se è l'immagine di ciò che nessuno di noi è mai stato con le sue forze, è
soprattutto il prototipo di ciò che Dio in Gesù Cristo può fare di ciascuno di
noi. Maria, allora, non è l'ideale perduto o irraggiungibile, ma il futuro
proposto da Dio come possibile con la sua grazia, il nostro consenso e la nostra collaborazione.
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