La libertà chiama in gioco la nostra responsabilità, verso le altre persone.(L. Ciotti)

mercoledì 8 aprile 2020

Un piccolo contributo per vivere intensamente il TRIDUO PASQUALE. Don Pietro


"Quando le ragioni della vita ebbero vittoria definitiva su quelle della morte".
La Pasqua è un'esperienza forte per tutti coloro che, avendo fatto con Cristo il viaggio di Quaresima come possibilità per l'uomo di maturare e nascere come creatura nuova, ora si trovano con lui all'ultimo appuntamento, al duello decisivo, quando le ragioni della vita segnano la vittoria definitiva su quelle della morte. Ci troviamo coinvolti  non con idee, ma con fatti semplici e sconvolgenti:

Il Giovedì santo
Cristo fa la cena di addio, come ricordo permanente del suo amore per l'uomo.
Ogni vita ha bisogno di alimento.La prima fame e sete di vita è quella di avere "ragioni di vita", verità, certezze non vane, significati veri e valori autentici. Nell'eucaristia di Cristo, troviamo la vita stessa di Cristo, che si fa pane di vita.
Attraverso le grandi e sconvolgenti esperienze liturgiche del giovedì santo, Cristo dona se stesso come pane della verità per la vita del mondo.
Il Venerdì santo
Cristo viene brutalmente assassinato, sepolto, sigillato: l'innocente è sacrificato per l'uomo.
La vita non si ha veramente se uno non la conquista, pagando di persona, accettando con coraggio il prezzo del sacrificio di sé.Nella passione di Cristo noi ritroviamo la sorgente della vita nuova: " se il chicco di grano  muore produce molto frutto".
Veglia pasquale e domenica di risurrezione
"Perché cercate tra i morti colui che è il vivente?".
È il momento in cui nella storia è stata operata una colossale operazione algebrica, è cambiato il valore dell'esistenza dell'uomo: dal segno negativo di morte che è pessimismo disfattista, paura del futuro, ricerca egoistica di sé, al segno positivo di vita, fiducia e speranza, apertura all'altro e agli altri.
Vivere la vita significa camminare per una lunga strada, orientati dalle verità e stimolati dal coraggio del sacrificio.Cristo risorge dalla morte per annunciare al mondo la vittoria definitiva della nuova vita.
Dalla risurrezione di Cristo prorompe un'incontenibile forza e il bisogno di gridare a tutti: "e ora correte in tutta fretta, e dite a tutti che è risorto dai morti".
In Cristo risorto Dio dice sì alla vita, alla gioia di vivere dentro, per ogni uomo. La Pasqua diventa la nuova legge universale, il passaggio dalla morte alla vita che circonda come gigantesco abbraccio tutto il cosmo e tutti i secoli. Nella vita dell'uomo nulla vi è di irreparabile, perché l'amore di Dio è irrevocabile. Se Cristo supera la frontiera invalicabile, la morte, la disperazione e il non senso, non vi è più alcun limite alla sua potenza di modificare le situazioni più impensate e compromesse. È stupendo notare come tutti racconti della risurrezione siano punteggiato di  "non abbiate paura, coraggio, perché temete?".
La Pasqua deve farci fare questa scoperta: la vita ha un futuro e un futuro migliore di oggi. Cristo risorto è sempre davanti a noi per dirci: "non temete io sono con voi, coraggio io ho vinto il mondo, piccolo gregge, nessuna paura!".Vivere Cristo risorto significa trovarsi di fronte alla novità permanente della vita. "Ecco io faccio tutto nuovo". Cristo ci invita all'avventura della vita, a nuovi orizzonti, nuovepossibilità. Basta frequentarlo nella Parola, nel servizio, nei sacramenti, nei suoi amici.
Dov'è crescita dei giovani nella partecipazione, nella cultura, nello sport, nel lavoro, ivi opera il Risorto.
Dov'è c'è ricerca del nuovo e del meglio, ivi opera il Risorto.
Dov'è c'è il passaggio dal disumano all'umano, dall'egoismo all'amore, ivi opera il Risorto.
Dov'è c'è il passaggio dalla paura alla speranza, ivi opera il Risorto.
Dov'è c'è il passaggio dalla tristezza alla gioia, ivi opera il Risorto. Martin Luther King, profeta indimenticabile del Cristo vivente, soleva dire ai giovani sfiducianti: "Se la paura bussa alla tua porta,  ad aprire manda la tua fede. Vedrai che fuori non c'è nessuno!".
Le paure che paralizzano i giovani d'oggi sono lo scoraggiamento, il cruccio, il rimorso del male, i ricordi di un'esperienza di dolore e tristezza, il non riuscirà riuscire a immaginare un futuro…
La fede che bisogna mandare fuori della nostra porta è la certezza che il Padre ci ama, che Cristo è proprio qui per risollevarci, che le ragioni della vita nuova sono superiori a quelle della morte e della disperazione, che i poveri aspettano il tuo sorriso, il tuo aiuto, per credere ancora nella vita.
Questa fede può distruggere ogni paura!

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